Opinionisti Mara Ercolanoni

Siamo fuori moda e fuori tempo

Umiltà: un termine dall'enorme significato

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Non voglio scrivere il solito trafiletto tanto per.

Forse la mia visione del mondo e di quelli che lo abitano è molto ampia e visto che chi legge deve trovare qualcosa di vero e genuino, visto che ultimamente ne abbiamo le tasche piene di virus, politici, di piccole discussioni futili e sterili sulla gestione del paese ho deciso di parlare di qualcosa che forse abbiamo dimenticato.

Qualcosa che da tempo cercate o che pensate di avere.

 Forse ce l’avete, la possedete e quindi non la manifestate.

E’ uno dei valori e modi di essere, spesso annullata dall’era moderna.

Voglio parlare dell’umiltà.

Oggi nel nostro tempo ci siamo dimenticati di questo termine e del suo enorme significato.

Cosa significa questa immensa parola: umiltà.

Dal vocabolario:

 -Virtù per la quale l’uomo riconosce i propri limiti, rifuggendo da ogni forma d’orgoglio, di superbia, di emulazione o sopraffazione. Persona che non si ritiene migliore o più importante degli altri. -

Invece in questi giorni, come non mai , vedo tanta arroganza, tanta ipocrisia, tanta sopraffazione. Siamo tutti pronti a denigrare e sputare sentenze.

Tutto questo odio non farà altro che condurci verso altro odio, dimenticando che ci troviamo tutti dalla stessa parte. Nello stesso mondo.

Mahatma Gandhi diceva che la ricerca della verità, senza l’umiltà, è condannata a degenerare in una tremenda caricatura di se stessa.

Anche il taoismo considera l’umiltà come una grande virtù dicendo “ L’uomo saggio agisce senza rivendicare il risultato come proprio; egli non desidera dimostrare la propria superiorità.”

L’umiltà può essere vista come la capacità di riconoscere ed indagare la verità su di sé.

E’ la consapevolezza della propria identità, dei propri limiti e della propria forza che permette di entrare in relazione con gli altri.

Una grande donna che seguo e ammiro è  Margherita Hack.

Una donna , la prima donna ad essere diventata astrofisica, accademica, divulgatrice italiana.

Se guardiamo una sua qualsiasi intervista, potete accorgervi di quanto le persone più intellettuali e accreditate abbiano un atteggiamento tutt’altro che inneggiante la superiorità .

Quando gli chiedono perché ha voluto diventare astrofisica non racconta paroloni e diagrammi tecnici dice semplicemente “Amavo le stelle e guardare il cielo”.

La  loro conoscenza  diventa uno strumento per vedere il mondo con occhi e cuore diverso, più sottile, più delicato. Attento a non far sentire gli altri più in alto o più in basso rispetto alla propria condizione sociale.

E’ facile accorgersi che chi ha fatto cose grandi o grandi cose siano esseri viventi grati e immancabilmente con una buona dose di ottimismo e umiltà.

Vorrei snocciolare questo argomento per capire insieme perché tutti questi forti ideali e prese di coscienza non sono più tra noi,  in questa era così fatta di materialismo e arrivismo.

Vedo una società fatta di disparità, di piccoli soprusi , di incongruenze, di guerre tra poveri.

Scavando dentro le nostre coscienze sappiamo bene cosa è giusto e cosa è sbagliato.

L’inadeguatezza del mondo di oggi  ha portato a perdere il rispetto per l’onestà  a causa delle nostre aspettative mancate, la parziale o totale assenza di meritocrazia.

E’ facile parlare di umiltà per chi ha avuto tutto dalla vita direte voi.

 Questa è la falla della nostra società.

Ci hanno lasciato in balia delle onde in mare aperto senza un vero motore per tornare a riva.

Non esiste più una sicurezza delle nostre azioni e diritti per chi si sfaccenda ogni giorno portando avanti il proprio duro lavoro.

Le persone vedono sfumare davanti a se occasioni lavorative o precedere da chi a scuola era l’ultimo della classe, magari del figlio di papà che ha sempre la strada spianata.

I nostri laureati vengono spinti fuori dall’Italia sottopagati e senza futuro.

Per questo oggi bisogna prevaricare gli altri e diventare dei veri presuntuosi ignoranti che vanno avanti grazie ai famosi calci nel sedere, raccomandazioni ,le solite simpatie di convenienza.

Dove non c’è più spazio per i buoni sentimenti. La diffidenza regna sovrana.

Dove finisce l’umiltà? dove si colloca in questo mare di incertezza? di amarezza ,di repulsione verso il prossimo?

La sfida di oggi la lancio in questo piccolo pensiero incompreso, deturpato ,reciso dalla rabbia, dalla sopraffazione.

Se dobbiamo parlare di umiltà allora dobbiamo parlare anche di orgoglio.

Non è facile essere persone umili ed orgogliose nello stesso tempo, penserete dov’è il nesso ?

L’umiltà rappresenta una risorsa essenziale , consente di spazzare via il risentimento di perdonare di mettersi nei panni degli altri.

Non significa però di certo farsi sottomettere, essere remissivi o  il sopportare senza ribellarsi e sentirsi privi di spirito, anzi, l’orgoglio delle proprie idee non viene certo abbandonato.

Degli studi recenti della psicologa Mancuso hanno portato alla luce una verità , dall’osservazione dei dati su un campione di 1000 persone sottoposte a questionari sull’argomento.

Da questi questionari è emerso che quelli che avevano riportato un alto punteggio, a livello di umiltà, erano le persone meno aggressive e con meno tendenza a giudicare gli altri.

Le persone umili riuscivano a tenersi le proprie idee e a non farsi manipolare.

Beh, vi dico che se riuscirete a sopravvivere restando umili, avrete vinto comunque, su di voi e sul mondo intero.

Anch’io spesso cado nella rete di chi ci vuole tutti pronti a sbranarci al primo cenno, come in una gabbia costruita su misura.

Poi mi ricredo faccio un passo indietro. Sono sicura e resto dell’idea che ognuno di noi possiede il proprio valore e che prima o poi viene alla luce, senza dover annientare niente e nessuno.

 Per gli umili e onesti uomimi e donne di questo mondo, ci sono ben poche sicurezze è vero, ma lasciatemi dire che preferisco essere l’ultima tra gli ultimi che lì davanti tra le fila dell’ iniquità, malvagità e scelleratezza.

Forse scrivo troppo come al solito mi faccio troppe domande, ma questa sono io una penna dipendente, anzi una penna indipendente. Come amo definirmi.

Voglio chiudere questo articolo con qualcosa che rende sempre meglio l’idea di qualcosa di così elevato e difficile da spiegare.

                                                                        L’umiltà :

Umiltà è uno sguardo proteso verso il futuro quando il passato riaffiora trascinandoci a fondo.

E’ quell’uomo che alle 4 del mattino apre la sua saracinesca come se aprisse ogni giorno il suo regno, impastando il lievito sul cuore.

Sono le mani di un artigiano che ogni giorno si fanno più rugose la schiena più ricurva, immaginando sempre levigando quel tavolo una tavola imbandita e una famiglia riunita.

L’umiltà di chi si arrende al presente, di chi perde tutto e deve ricominciare da zero.

L’umiltà è un vestito cucito su misura che alleggerisce chi lo indossa, la misura della stima che si ha di se stessi.

L’umiltà veste sempre elegante con un pizzico di orgoglio, di chi sa risplendere nonostante la propria condizione.

L’umiltà di chi dice adesso basta.                                                                                   

Mara Ercolanoni
© Riproduzione riservata
19/03/2021 10:51:14

Mara Ercolanoni

MARA ERCOLANONI: Nata a Castel del Piano, un piccolo paese nella provincia di Perugia è innamorata della cittadina di Sansepolcro, dove vive con la sua famiglia da ormai 15 anni. Nel 2020 ha pubblicato il suo primo romanzo: "Alla ricerca della Felicità" che racchiude il suo percorso introspettivo e la sua strada verso un’idea di felicità. Ama scrivere da quando aveva 10 anni e crede nella scrittura come forma di terapia. Ha collaborato con la casa editrice Pagine per una raccolta di poesie e con la Onlus la Voce del Cuore con altri percorsi.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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