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Usa-Ue, dialogo sul commercio

Il Trade and Technology Council rimette insieme i cocci delle relazioni transatlantiche

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La Cina non compare mai, nelle 17 pagine della "Dichiarazione di Pittsburgh", scritta ieri durante la prima riunione del Trade and Technology Council. Però dagli accordi raggiunti risulta chiaro che contenere Pechino è la colla adoperata da Usa e Ue per rimettere insieme i cocci delle relazioni transatlantiche. Il tutto basato sulla difesa dei valori comuni alle democrazie, ad esempio quando si punta ad impedire «l’uso dell’intelligenza artificiale per violare i diritti umani», ci si impegna a «contrastare le distorsioni dei commerci globali provocate dalle economie non di mercato», rafforzare la produzione dei semiconduttori, controllare investimenti ed esportazioni per evitare che diventino strumenti di espansionismo geopolitico. 

Il TTC era stato creato durante la visita di Biden a Bruxelles in giugno, per rilanciare le relazioni con l'Europa dopo Trump. Poi però sono arrivate le tensioni sul ritiro dall’Afghanistan e i sottomarini francesi, a ricordare che il rapporto transatlantico resta complicato. Gli americani chiedevano più impegno contro la Cina; gli europei volevano allargare l'orizzonte, anche perché sono meno pronti a rinunciare ai loro interessi a Pechino.

La delegazione americana al Mill 19, ex fabbrica di armi, era guidata dal segretario di Stato Blinken, la collega del Commercio Raimondo, e la rappresentante per gli scambi commerciali Tai. Quella europea dai vicepresidenti esecutivi della Commissione Dombrovskis e Vestager. In origine, il TTC aveva creato dieci gruppi di studio: cooperazione sugli standard tecnologici; clima e tecnologia pulita; sicurezza della catena di fornitura; sicurezza e competitività delle tecnologie della comunicazione e informazione; governance dei dati e le piattaforme tecnologiche; abuso della tecnologia per minacciare sicurezza e diritti umani; cooperazione sul controllo delle esportazioni e degli investimenti; promuovere l’accesso e l’uso delle tecnologie digitali da parte delle piccole e medie imprese; le sfide al commercio globale. Il vero obiettivo degli Usa l’aveva anticipato Raimondo, dicendo alla Cnbc che «se davvero vogliamo rallentare il ritmo dell’innovazione cinese, dobbiamo collaborare con l’Europa. Loro ci rubano la proprietà intellettuale e non giocano secondo le regole. Noi non vogliamo che i governi autocratici come Pechino scrivano le regole del futuro: dobbiamo farlo noi, con i nostri alleati che hanno a cuore privacy, libertà, diritti e protezione individuale».

La Dichiarazione di Pittsburgh comincia questo processo. L’accordo è stato raggiunto su cinque punti: sfide ai commerci globali, semiconduttori, controllo degli investimenti e delle esportazioni, intelligenza artificiale. Sul primo, «Usa e Ue rafforzeranno competitività e leadership tecnologica sviluppando strategie comuni per mitigare l’impatto delle pratiche non di mercato». Sul secondo «intendono potenziare la cooperazione», per garantire la resilienza dalla supply chain, diminuire la dipendenza dall’Asia, impedire che Pechino diventi leader del settore. Sul terzo e il quarto, investimenti ed esportazioni saranno controllati per evitare che la Via della Seta sia uno strumento di espansionismo geopolitico, o che il trasferimento di tecnologie a doppio uso regali vantaggi strategici ai rivali. Sul quinto, servono sistemi di intelligenza artificiale che «rispettino i diritti umani e i valori democratici condivisi», cioè l’opposto dei crediti sociali cinesi o lo sfruttamento dell’algoritmo per diffondere falsità. Sugli altri gruppi continuerà il lavoro.

Usa e Ue gestiscono un quarto dei commerci mondiali e quasi metà del pil. Davanti a queste cifre, litigare sarebbe un esercizio di follia. Restano differenze significative, ad esempio sul Digital Markets Act e la tassazione dei colossi digitali, le tariffe imposte da Trump su acciaio e alluminio non discusse a Pittsburgh, i seguiti della disputa Boeing e Airbus. Il dialogo però è ripreso, e continuerà a primavera in Europa.

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
30/09/2021 05:06:17


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