Opinionisti Mara Ercolanoni

La crisi e il cambiamento

Cosa vorreste cambiare della vostra vita?

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In genere quando voglio capire qualcosa che non riesco a comprendere, parto dall’etimologia della parola stessa.

Cambiamento dal dizionario, cam-bia-mén-to, sostantivo maschile.

Sostituzione o avvicendamento, che riguarda in tutto o in parte la sostanza o l’aspetto di qualcosa o di qualcuno.

Il cambiamento a livello psicologico e comportamentale, va quindi inteso come una modificazione delle relazioni esistenti tra le parti, che concorrono a formare questa entità e che contribuiscono a determinare il sé dell’individuo, il suo senso di identità.

In realtà, ogni giorno cambiamo, impercettibilmente, il mondo intorno a noi cambia continuamente, ci condiziona, a volte ci sovrasta completamente, impedendoci di respirare.

Ma è la miglior scelta cambiare?

Oppure è più rassicurante, restare sempre, nella propria zona di confort?

Secondo la mia esperienza personale, e secondo moltissimi psicologi e antropologi, non che filosofi, come Carl Gustav Jung non ci sono risposte univoche,si cambia in base a ciò che ci accade, proprio perché ognuno di noi ha una personalità unica ed irripetibile.

Il pensiero di Jung riguardo all’uomo:

“L’uomo può realizzare delle cose stupefacenti se queste hanno un senso per lui”

“L’incontro tra due personalità è come il contatto tra due sostanze chimiche; se c’è una qualche reazione entrambi ne vengono trasformati”

“Pensare è molto difficile. Per questo la maggior parte della gente giudica.”

Secondo sempre il pensiero di Jung, il vero cambiamento avviene quando nella nostra vita accade qualcosa che ci porta dentro una crisi, un momento particolare e difficile, un turbamento che altera lo stato delle cose e cambia gli equilibri a cui eravamo abituati.

Si possono avere crisi in campo lavorativo, per la fine di una relazione, il lutto per una persona cara, una malattia che coinvolge noi o una persona cara.

Quello che entra nella nostra vita, stravolge i nostri equilibri, qualcosa si “rompe” e di conseguenza siamo obbligati a ricostruirci e cambiare.

Quindi la miglior scelta in questo caso è il cambiamento!

I momenti critici ci obbligano a conoscerci meglio.

La domanda da farsi è perché ora?

Dove mi sta portando?

La crisi ci porta a far emergere spesso parti nuove, “isole” che prima non sapevamo di avere, così arriva a farsi strada in noi qualcosa di sconosciuto che era nascosto, e aspettava il momento giusto, per farsi strada.

Potremmo dire che le crisi anche di piccola natura siano in realtà un bene prezioso.

Da esse iniziano i veri cambiamenti, anche epocali.

Quando si dice: “Quando tocchi il fondo puoi solo risalire”.

Significa che nel dolore e nella sofferenza, trovi l’energia per superare quel dramma, quel fallimento che avevi dentro di te, risorse inpensabili fino a quel momento, che arrivano a salvarti e a renderti più forte, diverso, più completo.

La parola “crisi” deriva dal greco Krisis, cioè “decisione”.

Se è vero che ogni crisi ci mette davanti ad una scelta, è anche vero che possono aprirsi delle nuove strade, nuove possibilità.

Il momento della scelta è sempre fertile, perché amplia i nostri orizzonti, anche se può bloccarci, perché implica una necessaria rinuncia a tutte le altre possibilità.

Affrontare una crisi, equivale a scoprire altre parti di noi, che prima erano rimaste silenti o inesplorate.

Farlo può essere un passaggio doloroso, perché ogni cambiamento implica una perdita di equilibrio temporaneo che ci fa sentire persi e spaesati.

Si possono sperimentare sintomi di allerta, che ci dicono che il modo di affrontare le cose utilizzato fino ad ora non è più sufficiente o non funziona più.

-Possiamo fermarci e mettere a fuoco la situazione nel suo insieme.

-Cercare di capire cosa adesso ci porta malessere

-individuare quale cambiamento siamo obbligati ad introdurre

-spostare l’attenzione

-capire che vale la pena cambiare

Affrontare la fatica di questo momento come chi ha davanti nuove possibilità, che la vita gli sta offrendo.

Ogni crisi porta con sé la scelta di strade nuove e alternative.

Vivere una crisi e superarla significa ampliare i propri orizzonti.

Riscoprirsi un po’ diversi da come si credeva di essere.

Fare i conti con il limite dentro e fuori di noi.

Io stessa ho affrontato molte crisi, più o meno gravi, e se sono qui vuol dire che sono riuscita a superarle.

Proprio in questo periodo sto attraversando un grande cambiamento nella mia vita, che mi sta portando momenti di felicità, paura, aspettative, fragilità, voglia di trovare la mia strada.

Un giorno ti svegli e ti rendi conto di non piacerti più, non ti piace quello che fai, e il tuo rapporto con il mondo.

Vuoi di più da te stessa, ma la domanda che spesso si fa strada dentro di noi è: “posso farcela?”

E la risposta che mi sono data è: “si”.

Perché è quello che desidero, è quello che mi rende felice.

Di questa mia scelta ne parlerò nei prossimi giorni.

Buona giornata a tutti e soprattutto ricordatevi di essere felici!

La felicità è una scelta.

Redazione
© Riproduzione riservata
02/02/2022 10:17:31

Mara Ercolanoni

MARA ERCOLANONI: Nata a Castel del Piano, un piccolo paese nella provincia di Perugia è innamorata della cittadina di Sansepolcro, dove vive con la sua famiglia da ormai 15 anni. Nel 2020 ha pubblicato il suo primo romanzo: "Alla ricerca della Felicità" che racchiude il suo percorso introspettivo e la sua strada verso un’idea di felicità. Ama scrivere da quando aveva 10 anni e crede nella scrittura come forma di terapia. Ha collaborato con la casa editrice Pagine per una raccolta di poesie e con la Onlus la Voce del Cuore con altri percorsi.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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