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Sottosopra: "mettiamo a nudo" Palmiro Bruschi, Maestro gelatiere di Sansepolcro

Il Campione Italiano del Gelato racconta la sua vita
Sottosopra, la rubrica dove un personaggio pubblico viene “messo a nudo”. Una chiacchierata a 360° gradi dove vengono affrontate numerose tematiche, dalla vita privata al lavoro, dalla politica all’economia e tanto altro. Accendiamo i riflettori in questa puntata con Palmiro Bruschi 59 anni, Maestro Gelatiere di Sansepolcro con 45 anni di attività alle spalle.
COSA RICORDA CON PIACERE DELLA SUA INFANZIA?
“Per parecchi anni ho vissuto con i nonni essendo che i miei genitori lavoravano entrambi alla Buitoni. Mi ricordo il Campaccio che era il punto di ritrovo per noi ragazzini, la scuola elementare Collodi con il maestro Batti: io, insieme ad altri 3 o 4 elementi, eravamo i più vivaci; lui picchiava con una stecca di bambù verde. Non per essere sadico, bensì per punirci: ci faceva fare davanti agli altri delle flessioni e sbatteva poi la stecca nel sedere. Di fatto doveva servire come lezione, ma dato che non riusciva sempre ad ottenere quello che era l’obiettivo, ovvero di calmarci, ci faceva entrare a scuola 10 minuti in anticipo per farci arrampicare sulla fune fino al soffitto della palestra. Un’infanzia importante, quindi, perché questo maestro oltre alla scuola ci insegnava la vita”.
CON QUALI PERSONAGGI DELLO SPETTACOLO, CON CUI HA COLLABORATO NELLA SUA CARRIERA, È RIMASTO IN BUONI RAPPPORTI?
“Quelli di fama internazionale li frequento quasi niente, perché erano e sono prettamente incontri avvenuti sul posto: sono comunque state tutte belle esperienze e anche belle persone. Ho avuto il piacere di conoscere Monica Bellucci, ma devo dire che molte autorità le ho conosciute grazie anche al Festival del Tartufo di Città di Castello e quello delle Nazioni: negli anni di Fuscagni avevamo la fortuna di avere qua Renzo Arbore, Mara Venier, Pavarotti e tanti altri”.
HA MAI PENSATO DI ENTRARE IN POLITICA?
“Non sarei capace, perché la politica deve farla gente che ha studiato e io sono un bottegaio: diventerei un cafone, anche se lo farei con il cuore. Non sarei in grado”.
SCELGA I NOMI DI TRE PERSONE CHE CONSIDERA VERAMENTE AMICI
“L’amicizia è una cosa profonda. Sono rimasto amico del mio compagno di banco Davide Delle Piane o quei ragazzi del quartiere Riello, perché siamo cresciuti insieme. Quindi alla fine sono più di tre”.
A CHE ETÀ HA FATTO SESSO LA PRIMA VOLTA?
“Quello vero è stato a 15/16 anni: a quel tempo pensavamo più al pallone, a giocare che fare sesso però con questo non significa che non lo desideravi. Erano altri tempi e difficili anche le conquiste”.
CI DICA I TRE GUSTI DI GELATO DA LEI CREATI DI CUI VA ORGOGLIOSO
“Il mix tra cioccolato e tabacco è stato il primo che mi ha dato spazio ed è stato apprezzato, mi ha permesso tramite Eurochocolate a Perugia di andare anche in tv. L’altro è la Crema del Pastore che dedicai a Papa Ratzinger nella sua visita a Sansepolcro, coinvolsi anche due aziende che producevano prodotti di eccellenza. Il terzo posso dire che è lo zabaione al vinsanto: un altro prodotto del territorio che ha sfondato e quindi è apprezzato”.
QUAL È IL LUOGO PIU’ BIZZARRO DOVE HA FATTO L’AMORE?
“In macchina, avevo la Fiat 126: era più difficile farlo lì che da altre parti, non c’erano neppure i sedili ribaltabili”.
COSA NE PENSA DEI SOCIAL E DEI LEONI DA TASTIERA?
“I social se usati bene sono utili: è un modo di informare attuale; vedo i miei nipoti, che sono piccoli, ma hanno già quel linguaggio ed è giusto che chi vive in questo ambiente sia adeguato. Per quello che riguarda i leoni da tastiera credo che la critica possa aiutare, ma deve essere fatta con i giusti modi e linguaggio”.
CON QUALE DONNA DELLO SPETTACOLO LE PIACEREBBE ANDARE A CENA?
“Ho avuto la fortuna di festeggiare i 50 anni di Sharon Store a Miami, l’altra persona bella ma più riservata è stata Megan Gale in Australia. L’ultima che ho incontrato è Monica Bellucci: per me icona romantica ed erotica italiana”.
QUAL È IL CAPO DI BIANCHERIA INTIMA CHE LE PIACE PARTICOLARMENTE IN UNA DONNA?
“Sicuramente la lingerie, elegante e ricamata: devo dire che a me piace anche una donna vestita bene”.
QUALI SONO I SUOI HOBBY PREFERITI?
“Quello preferito è viaggiare e questo lavoro mi ha permesso di farlo: ogni volta trovare posti ed esperienze nuove. Questo ti fa crescere come cultura e conoscenza, ma anche apprezzare maggiormente quello che hai attorno a casa: anche scoprire frutti, cibi e luoghi nuovi da dove poter tratte spunti interessanti. Sono ancora curioso come un bambino”.
QUAL È LA PARTE FISICA CHE LA ECCITA IN UNA DONNA?
“È banale dire seno e sedere. Per me è sensuale anche il viso, il come si predispone una donna. È un insieme di cose”.
QUAL È IL PIATTO CHE A TAVOLA NON MANGEREBBE MAI E QUELLO INVECE CHE PREFERISCE?
“Odio la stracciatella, il piatto di minestra, perché me lo davano per forza: ho un riscontro negativo, poi ovvio che se c’è la mangio ma non vado di certo a cercarla. Apprezzo invece le cose tipiche toscane: trippa, ribollita; quei piatti contadini che stando con i nonni avevo il piacere di mangiare”.
TRE PERSONAGGI DELLO SPETTACOLO CHE NON SOPPORTA?
“Che non sopporto non lo posso dire perché ci lavoro, diciamo che ci sono degli atteggiamenti da rivedere: faccio l’esempio di quando venivo coinvolto alla Prova del Cuoco e c’era Antonella Elia, spente le telecamere ognuno portava un pensierino ma lei non li accettava. Alba Parietti che cambiava molto atteggiamento tra il pubblico e il privato poi posso dire anche Sgarbi”.
QUALI SONO I VALORI PIU IMPORTANTI CHE LE HA TRASMESSO LA SUA FAMIGLIA?
“Questa è una cosa molto delicata e anche bella, che parte dai nonni. I nonni sono quel genitore che non è genitore e quindi hanno un’impronta comunque forte. I valori sono stati quelli di essere rispettoso e quindi non approfittare degli altri. Ho avuto sempre l’impressione che le persone buone, negli anni, vengono ripagate indirettamente o direttamente: i valori sono il rispetto, l’amore per gli altri e anche credere su qualcosa; la fede, anche se non pratico tanto, è profonda”.
COSA FAREBBE E NON RIFAREBBE SE AVESSE LA POSSIBILITÀ DI TORNARE NEL PASSATO?
“Anche gli sbagli rifarei. Senza sbagli non cresci: lo sbaglio, non dico di essere un delinquente, professionalmente parlando ma anche nella vita ti serve per crescere. Una cosa negativa la trasformo sempre in positiva”.
COSA VORREBBE FARE DA GRANDE?
“Mi piacerebbe più dedicarmi a quei ruoli che non ho avuto da giovane: la famiglia. Mi accorgo ora da nonno che ho viaggiato tanto, ma per fare una cosa ne ho trascurata un’altra: ho visto crescere i figli già grandi; certe volte mi fermo e mi chiedo se ne è valsa la pena”.
COME È INIZIATO IL SUO PERCORSO NEL MONDO DEL GELATO ARTIGIANALE?
“Tutto nasce quando mia mamma è rimasta senza lavoro, licenziata dalla Buitoni, e io a scuola non andavo bene: prendiamo questa piccola bottega che faceva alimentari, c’era anche il famoso gioco delle carte e poi da lì dopo 3 anni decidemmo di mettere il gelato; questo perché facevamo norcineria e ci dissero di cambiare macelleria o smettere. Con il gelato è stato un crescendo, abbiamo viaggiato e conosciuto nuove famiglie fino ad arrivare nel 1994 a vincere il Campionato Italiano poi da lì Ambasciatore nel Mondo”.
QUALI SONO STATI I MAESTRI O LE ESPERIENZE CHE HANNO MAGGIORMENTE INFLUENZATO LA SUA FORMAZIONE?
“Torno a parlare del maestro Batti, io quel personaggio lo adoro perché comunque era da stimolo: se da una cosa non posso ottenere il massimo, potrei farlo da un’altra. Mi sono sposato a 19 anni, un figlio l’anno successivo: questo mi ha fatto maturare quando ero ragazzino; anche il fatto del matrimonio ha inciso tanto. Ti trovi in un ambiente più grande di te e devi trovare sempre il meglio”.
IN CHE MODO È CAMBIATO IL SETTORE DELLA GELATERIA ARTIGIANALE ITALIANA DA QUANDO HA INIZIATO A OGGI?
“Anche i gusti sono cambiati, oltre al modo di mangiare e apprezzare il gelato. Oggi ci sono esigenze diverse, a volte anche alimentari come intolleranze o allergie: la professionalità è d’obbligo. Oggi ancora chi vuole intraprendere questa professione ha la possibilità di farlo attraverso una formazione scolastica: per lo meno un patentino per partire, prima ti arrangiavi e dovevi stare con altri colleghi. Il consumatore è più preparato e saper rispondere bene a una persona fidelizza il cliente”.
LA SUA POSIZIONE PREFERITA IN AMORE?
“A me piace vedere. Quindi la donna sopra”.
QUAL È LA “BISCHERATA” PIU’ GROSSA CHE HA FATTO DA RAGAZZO?
“Ne ho fatte tante. Quella simpatica diciamo, ma faccio una breve premessa. Una volta c’era più rispetto anche per le divise, ti fermavano i carabinieri e avevi quasi paura. Questo per dire che scappai ai vigili urbani e loro mi inseguirono: mi rinchiusi dentro un palazzo con la Vespa; misi il cavalletto e salii le scale con lui che mi guardava di sotto”.
QUALI SONO I PRINCIPI E I SEGRETI CHE LA GUIDANO VERSONO NUOVI GUSTI?
“La curiosità e l’attenzione. Sono stato la settimana scorsa in Slovacchia e questa signora in una piccola azienda agricola dove producono latte, faceva un budino con il semolino. Mi sono ricordato di questo gusto che era la pappa che ti davano i vecchi per abituarti a mangiare. Sabato 21 febbraio ha finito un anno mia nipote e decisi di fare proprio questo gusto”.
QUALI COMPETENZE RITIENE INDISPENSABILI PER UN GIOVANE CHE DESIDERA INTRAPRENDERE QUESTO MESTIERE?
“La competenza è aver fame e aver fame vuol dire aver voglia di imparare e ascoltare, ma aver voglia anche di sbagliare. Però l’esperienza parte sempre dal buon senso di fare una cosa fatta bene, dandosi degli obiettivi e poi la vita ti aiuta se tu capisci cosa vuoi fare”.
SCAMBIO DI COPPIA, FAVOREVOLE O CONTRARIO?
“No no, contrario”.
QUAL È STATA LA SFIDA PROFESSIONALE PIÙ SIGNIFICATIVA CHE HA AFFRONTATO NELLA SUA CARRIERA?
“Sicuramente il Campionato Italiano, la finale. C’era la tensione, la responsabilità e la paura. Notizia che balzò subito nelle cronache nazionali: la cosa bella che dopo qualche giorno ricevetti un telegramma da Tito Tacconi, noto pasticcere di Sansepolcro oggi scomparso”.
QUINDI LA POSSIAMO CHIAMARE ANCHE PROFESSOR PALMIRO BRUSCHI?
“Io direi così, a me va bene anche gelatiere. Professore è una cosa ‘cattedrale’, io non ho studi specifici ma ho l’esperienza e questa la posso condividere. Anche questo fa parte del mondo della scuola: professore è giusto titolare chi lo ha guadagnato con i sacrifici, io mi chiamo gelatiere”.
QUAL È IL SEGRETO PER UN BUON GELATO?
“Cuore e passione prima di tutto. Il buon gelato nasce dal buon senso di come uno lo propone, perché alla fine si vede quando una cosa viene fatta con amore. In vallata avevo tre persone che mi hanno trasmesso questa parte della comunicazione: sono Giuliano Ventura, Alessio Uccellini del Fiorentino e Primetto Barelli.
IL GUSTO DELL’ESTATE 2026?
“Partiamo dal dire che il gelato è un alimento. La cosa importante è abbinare dei prodotti che diano del benessere; dico che sarà il gelato al buonumore”.
LEI HA AVUTO MODO DI ‘SERVIRE’ IL GELATO IN TUTTO IL MONDO: SI RICORDA UN MOMENTO PARTICOLARE?
“Come già detto Megan Gale fu con la Formula 1, quegli anni c’era Alonso in Ferrari e lo stesso Schumacher; come quando ho servito il gelato a Shaqiro O'Neal, un bestione di oltre due metri. I momenti tanti, però, ognuno era diverso dall’altro”.
COSA LA MOTIVA OGGI A TRASMETTERE LE SUE CONOSCENZE ALLE NUOVE GENERAZIONI?
“Quando si vedono persone che hanno voglia, il compito di chi sa è quello di condividere e quindi la condivisione fa crescere”.
UN PERSONAGGIO DELLO SPETTACOLO A CUI VORREBBE SERVIRE UN SUO GELATO CHE ANCORA NON HA AVUTO MODO DI FARE?
“Qualsiasi persona venga lo servirei con piacere, però sono già soddisfatto di quello che ho fatto”.
MA IL GELATO È APPREZZATO SOLO IN ESTATE?
“Il gelato, come cultura, è legato alla stagionalità perché principalmente si lavora da marzo a ottobre. Il gelato, però, si consuma anche in inverno seppure occorrono delle proposte nuove e sempre accattivanti”.
COME RIESCE A DIVIDERE GLI IMPEGNI IN GELATERIA, CON QUELLI DA DOCENTE?
“Ho la fortuna di avere dietro chi mi sopporta e supporta, altrimenti non potrei farlo. Dalla moglie ai figli e tutto lo staff”.
HA MAI PENSATO DI FARE UN GRANDE EVENTO SUL GELATO A SANSEPOLCRO?
“Ciò provato! Sono contento di averlo fatto, l’ho fatto per tre anni: sono convinto che se troviamo che chi governa il paese sia interessato, si trova anche la soluzione per riproporlo. Vedo, però, che ci sono altri eventi in cui il gelato viene coinvolto”.
DOMANDE CHIAVE: CONO O COPPETTA?
“Io sono per il cono. La coppetta sì, è comoda ma il cono ti dà proprio quell’interesse di apprezzare il gelato fino all’ultimo morso”.
LE CITIAMO 10 PERSONAGGI CONOSCIUTI, A QUALE GUSTO DI GELATO POSSONO CORRISPONDERE?
· CARLO CONTI fondente
· LEONARDO DI CAPRIO tropicale e speziato
· MONICA BELLUCCI frutto della passione con una bella crema
· CRISTIANO RONALDO yogurt e mango
· SHAKIRA cheesecake
· VASCO ROSSI sorbetto alla birra
· PAOLO BONOLIS zabaione
· LAURA PAUSINI mascarpone
· SABRINA FERILLI gianduia
· JOVANOTTI cioccolato e vino

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