Picchia forte la crisi nell'autotrasporto in Umbria

Costo del personale e del gasolio non più sostenibili
La crisi dell’autotrasporto, che si trascina da tempo in Italia, sta picchiando forte in Umbria e il caro carburanti non fa che aggravare le problematiche di questo settore. Negli ultimi dieci anni (dal 2015 al 2025) la Regione dal Cuore Verde ha perso 383 imprese di autotrasporto, pari al -26,2%: dalle 1.462 attive si è scesi a 1.078. A livello provinciale, Perugia (-26,5%) è stata più penalizzata di Terni (-25%). In un’azienda di trasporto media il costo del personale e del gasolio rappresentano circa il 30% dei costi operativi totali. A differenza di altri settori produttivi, l’autotrasportatore opera spesso con contratti a lungo termine o tariffe fissate mesi prima. Se il carburante aumenta del 24%, come è avvenuto dall’inizio del conflitto nel Golfo, questo costo extra viene assorbito interamente dal trasportatore. Il caro gasolio pesa ancora di più in una regione come l’Umbria, dove il parco circolante dei mezzi pesanti diesel è caratterizzato da un’elevata anzianità: circa la metà dei veicoli è di vecchia generazione. Oggi l’Unatras comunicherà alla Commissione di Garanzia il fermo dell’autotrasporto, per protestare contro una situazione non più sostenibile.

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