Turismo, Fisascat CISL Arezzo: "Il turismo diffuso può creare lavoro più continuativo e di qualità"

La Fisascat CISL rilancia il confronto con istituzioni e associazioni datoriali
Il turismo può rappresentare una grande opportunità per il territorio aretino, ma la crescita di presenze e strutture deve tradursi anche in lavoro di qualità, correttamente inquadrato e maggiormente continuativo. È questa la posizione della Fisascat CISL Arezzo, che rilancia la necessità di aprire un confronto con istituzioni, associazioni datoriali e imprese sulle condizioni di lavoro nel settore. Il modello turistico della provincia di Arezzo, fondato su borghi, aree rurali, paesaggio, cultura, enogastronomia e agriturismo, è diverso da quello delle grandi città d'arte e delle località costiere. I dati Irpet, pur da leggere con cautela, evidenziano una dinamica positiva delle presenze e dell'occupazione nei servizi turistici.
«La crescita del settore deve però diventare l'occasione per un salto di qualità nelle politiche del lavoro – sottolinea la Fisascat CISL Arezzo –. Il problema non riguarda soltanto la retribuzione prevista dai contratti, ma anche quante ore e per quanti mesi si lavora. Stagionalità e part-time involontario possono comprimere il reddito annuale e avere conseguenze anche sulla futura posizione previdenziale».
Proprio il turismo diffuso può contribuire a distribuire l'attività durante l'anno e a creare percorsi occupazionali più continuativi. Per questo la Fisascat chiede, a livello nazionale, una revisione degli ammortizzatori sociali per i lavoratori stagionali, collegando tutela del reddito, formazione e politiche attive.
Alla Regione Toscana viene invece chiesto di aprire un confronto con le parti sociali per introdurre misure che incentivino concretamente l'allungamento dei contratti stagionali e l'aumento delle ore per chi subisce il part-time involontario.
Un altro tema centrale è quello del dumping contrattuale. «Non riguarda soltanto i contratti pirata, sottoscritti da organizzazioni prive di reale rappresentatività e utilizzati per pagare meno i lavoratori. Esistono anche altre forme di dumping, quando chi svolge determinate mansioni viene inquadrato e retribuito per un lavoro diverso».
Una situazione che può interessare anche il turismo diffuso e le attività agrituristiche. «Molte aziende agricole svolgono oggi anche attività di ospitalità e turismo. È quindi necessario verificare che i lavoratori impegnati in queste attività ricevano il corretto inquadramento e il trattamento previsto per le mansioni realmente svolte».
Per questo la Fisascat CISL Arezzo intende aprire un dialogo con le associazioni datoriali e con le rappresentanze del mondo agricolo e turistico per individuare accordi e soluzioni condivise. «Garantire il giusto contratto, il corretto inquadramento e la retribuzione adeguata non è soltanto una questione di tutela dei lavoratori, ma rappresenta anche un vantaggio per le imprese. Un lavoratore valorizzato e professionalizzato è una risorsa e contribuisce alla qualità dell'offerta».
Infine, il sindacato rilancia la necessità di una nuova stagione di contrattazione territoriale di secondo livello, intervenendo su organizzazione del lavoro, stagionalità, orari, conciliazione, welfare, formazione e sicurezza.
«Il turismo diffuso può diventare non soltanto un modello di sviluppo territoriale, ma anche uno strumento concreto per creare lavoro più continuativo e professionalizzato. La sfida è fare in modo che alla crescita del turismo corrisponda una crescita della qualità del lavoro, nell'interesse dei lavoratori e delle stesse imprese».

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