Uil Trasporti Umbria: “Uno sguardo al passato serve a fugare tanti dubbi”

La sigla sindacale sulla questione dell'Aeroporto San Francesco - SASE S.p.A
“Uno dei ruoli più importanti del sindacato è esercitare una critica costruttiva, non astratta né intrisa di demagogia di bassa lega. Una critica tesa esclusivamente all'interesse del buon lavoro, che significa aziende sane e corrette, capaci di salvaguardare i propri dipendenti in senso lato: dai diritti alla tutela della loro dignità.
Pertanto, se uno di questi principi viene meno, è dovere del sindacato intervenire, denunciando in tutte le sedi opportune quegli atteggiamenti che mettono a rischio la sopravvivenza delle aziende per una gestione scellerata o per scorrettezze verso i propri dipendenti. Vi sono casi in cui si verificano entrambe le situazioni ed è dovere del sindacato stesso portarle alla luce affinché si ponga fine a tali soprusi.
Oggi leggiamo spesso sulla stampa, in modo che a noi appare gratuitamente denigratorio, vicende legate alla gestione di SASE S.p.A., società che gestisce l'Aeroporto San Francesco d'Assisi. Vicende troppo spesso strumentali, che eludono ogni obiettività omettendo la storia del recente passato, mettendo a rischio la credibilità attuale dell’azienda con tutti i conseguenti rischi per l’occupazione.
Prendiamo ad esempio i bilanci degli ultimi anni.
Troppo facilmente si dimentica che, nonostante i record di passeggeri, i bilanci si sono chiusi in rosso, tanto da costringere i soci a salti mortali per ripianarli. Situazioni che hanno messo a rischio la stessa vita dell'aeroporto, poiché la normativa che regola le aziende a gestione totale o controllate dal pubblico prevede che, al terzo anno consecutivo di bilancio in perdita, si perda il diritto di accesso ai finanziamenti pubblici. In questo caso significherebbe la morte di SASE.
Forse non si tiene in debito conto che a SASE è stato imposto di bloccare e annullare, ad affidamento già avvenuto, la procedura di gara per i servizi di assistenza a terra per l’aviazione generale, a causa della non corretta formulazione del bando stesso. Di chi sono le responsabilità? Vale la pena soffermarsi a pensare quanto sia costato chi ne ha disposto le procedure, appunto, non corrette. Chi paga?
Forse non si tiene in debito conto che è stata esternalizzata a un'azienda terza una parte del servizio di Security, prima gestito direttamente da SASE con personale a tempo determinato altamente qualificato con formazione e anni di esperienza portando ai 500mila passeggeri, in nome di un presunto risparmio sulle spalle dei lavoratori, con l'applicazione di un CCNL diverso da quello del Trasporto Aereo e con tagli del 30% sui salari. Una scelta che ha tuttavia prodotto importanti diseconomie e abbassato il livello professionale degli addetti prive di esperienza, con l’aggravante di un grande turn-over (ad oggi 12 hanno lasciato) visti i miseri salari. Basterebbe seguire la logica per capire che sarebbe stato fin troppo facile evitarlo, ma lo si è fatto comunque. In nome di cosa? Di chi è la responsabilità? Quanto è costato chi ha deciso? Chi paga?
L'esame dei parametri economici del bando – caratterizzato da un monte ore di 30.240 ore annue a una tariffa di 23,68 €/ora, per un importo massimo di canone base pari a 3.580.416,00 € – evidenzia l'opportunità di rivedere la scelta di esternalizzazione, alla luce dei superiori benefici finanziari e operativi di una gestione diretta in-house.
Sotto il profilo economico, il ricorso al mercato esterno determina una strutturale dispersione di risorse pubbliche nei costi di intermediazione commerciale. All'interno della tariffa oraria di 23,68 €, una quota stimata in circa 5,91 € viene assorbita dall'utile d'impresa del soggetto privato e dalle sue spese generali, per un onere che eccede i 178.700 € annui e sfiora gli 893.000 € nel quinquennio. A ciò si somma il gravame dell'IVA al 22% sulle fatture dell'appaltatore esterno (circa 157.500 € all'anno), costo fiscale interamente azzerato in caso di assunzione in-house, data l'esenzione IVA sulle spese per il personale dipendente diretto. Escludendo, di fatto, impatti destabilizzanti sui bilanci di SASE S.p.A. Il differenziale di costo del CCNL di settore verrebbe interamente coperto dal recupero del margine d'impresa del privato e dall'abbattimento dell'IVA, mantenendo la spesa interna rigorosamente entro i confini dello stanziamento già deliberato per l'attuale bando.
La Uiltrasporti chiede che si torni alla gestione in house prevedendo l’arruolamento delle risorse umane come da disposizioni legislative attraverso specifiche selezioni, aperte a tutti gli interessati, con riguardo per chi abbia già esperienza lavorativa alle dipendenze SASE (i dipendenti a tempo determinato scacciati a suo tempo da SASE) e chi ha già avuto esperienza nel settore Security (onde evitare tentazioni già osservate all’interno di questo aeroporto e punite con procedimenti e condanne giudiziarie).
Quindi, anziché puntare il dito sull'oggi appena iniziato, ci chiediamo perché non si analizzi a fondo il passato e ciò che ha portato alle difficoltà di gestione finanziaria e operativa del personale di SASE, che, inoltre, non ha mai tenuto conto della territorialità nella formazione del proprio management.
Abbiamo, inoltre, preso atto dell'intervento della Corte dei conti circa la mancata nomina di un amministratore unico in luogo dell'attuale CdA.
Ci aspettiamo ora che, con altrettanta cura, la stessa Corte faccia luce sui conti di questi ultimi anni di SASE, per comprendere se le scelte di cui sopra siano state fatte in una logica realmente tesa a salvaguardare l'azienda.
Noi nutriamo legittimi dubbi e per questo auspichiamo un giudizio terzo e approfondito”.
Così in una nota la Uil Trasporti dell’Umbria

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