"Arezzo Wave compie 40 anni, il Comune si chiama fuori"

Pd, il consigliere Ceccarelli: "Una scelta miope che penalizza la città"
Arezzo Wave compie quarant’anni e il Comune di Arezzo sceglie di non esserci. È questo il dato politico che emerge dalla vicenda resa pubblica dal fondatore e patron del festival, Mauro Valenti, e dalla successiva comunicazione della Fondazione Guido d’Arezzo.
Per la prima volta nei quarant’anni di storia della manifestazione, infatti, il Comune di Arezzo non accompagnerà Arezzo Wave Love Festival né con il proprio logo né con un contributo economico.
La Fondazione Guido d’Arezzo, con una lettera del 25 settembre, ha comunicato che il proprio Consiglio di amministrazione, riunitosi il 21 settembre, ha esaminato la documentazione trasmessa dalla Fondazione Arezzo Wave Italia, ritenendo però che non fossero disponibili «gli elementi basilari e fondamentali per una valutazione dell’iniziativa». Da qui la decisione di non prevedere un contributo.
«Ma c’è una domanda a cui l’Amministrazione comunale, che è comproprietaria del marchio, dovrebbe rispondere – sottolinea Vincenzo Ceccarelli –: se gli elementi forniti da Mauro Valenti e dalla Fondazione Arezzo Wave Italia sono stati ritenuti sufficienti dalla Regione Toscana e da altri soggetti che hanno deciso di sostenere l’iniziativa, per quale motivo quegli stessi elementi non sono stati ritenuti sufficienti dal Comune di Arezzo?»
Una domanda tutt’altro che secondaria, soprattutto considerando che siamo di fronte al quarantennale di una manifestazione che ha contribuito in maniera significativa a costruire l’immagine culturale della città.
Arezzo Wave non è semplicemente un festival musicale. È una manifestazione che ha portato il nome di Arezzo in Italia e all’estero, ha fatto conoscere la città a generazioni di giovani, ha ospitato artisti di straordinario rilievo e ha contribuito a costruire nel tempo un’identità culturale della città.
«Il valore di Arezzo Wave non si scopre certamente oggi – prosegue Ceccarelli –. Nei miei dieci anni da presidente della Provincia di Arezzo, dal 1999 al 2009, ho sempre sostenuto con convinzione questa manifestazione, riconoscendone il valore culturale e la capacità di promuovere il nostro territorio. Arezzo Wave ha portato nel mondo non soltanto il nome della città di Arezzo, ma l’immagine e l’identità dell’intero territorio aretino. È proprio per questo che considero ancora più difficile comprendere la scelta dell’Amministrazione comunale di non essere al fianco del festival nel suo quarantesimo anniversario».
«Quarant’anni di storia – prosegue Ceccarelli – non si possono trattare come se fossimo davanti a un’iniziativa qualsiasi. E se davvero la documentazione presentata non fosse stata sufficiente, ci chiediamo perché il Comune non abbia chiesto integrazioni, chiarimenti o ulteriore documentazione prima di arrivare alla decisione di non sostenere l’iniziativa. Una città che vuole promuovere il proprio territorio dovrebbe interrogarsi su come valorizzare il patrimonio culturale che possiede, non limitarsi a prendere atto che una manifestazione storica non rientra nelle proprie priorità. Soprattutto nell’anno del quarantesimo anniversario».
«Arezzo Wave può piacere o non piacere, ma quarant’anni di storia non si cancellano con l’assenza di un logo e di un contributo. La vera questione è capire quale idea di cultura e di promozione della città abbia questa Amministrazione, incapace anche di difendere un brand che gli appartiene e che è noto in Italia e nel mondo».
Vincenzo Ceccarelli
Consigliere comunale PD Arezzo

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