Capelli d’angelo

Veniva utilizzata per dare da mangiare a bambini e ammalati
I capelli d’angelo sono una pasta sottilissima e delicatissima, che ha radici molto antiche nella tradizione nostrana. Storicamente parlando veniva utilizzata per dare da mangiare a bambini e ammalati, a coloro cioè che avevano meno forza e necessitavano di energia e sostanza, mentre oggi è apprezzata sia in Italia sia fuori per la sua versatilità, con un nome o con un altro, sia in ricette tradizionali in brodo e sia in piatti gourmet.
Ingredienti
Brodo
- 5 l di acqua
- 1 kg di carne di manzo muscolo
- 500 g di gallina
- 200 g di carote
- 100 g di sedano
- 100 g di cipolla
- sale grosso qb
Capelli d'angelo
- 150 g di farina 00
- 1 uovo
- 1 tuorlo d'uovo
- sale qb
Procedimento
Scegliere un pezzo generoso di muscolo di manzo e mezza gallina, inserirli in una pentola alta e capiente. Aggiungere carote, sedano e cipolla (tagliati un po’ grossolanamente) in una pentola con l’acqua e il sale.
Far cuocere il brodo almeno 3 ore a fuoco basso, in modo che non arrivi mai al bollore vero e proprio. Togliere la schiuma con una schiumarola quando affiora in superficie.
Per i capelli d’angelo, impastare la farina con un uovo intero e un tuorlo fino a ottenere una pasta morbida, elastica e compatta e lasciarla riposare un’ora.
Su una spianatoia, lavorare l’impasto fino a farlo diventare delle lingue larghe 10 centimetri e spesse 5 millimetri.
Tagliare i capellini e farli asciugare, già ripiegati nei tradizionali nidi, su un piano spolverato di semola di grano duro.
Cuocere i capelli d’angelo nel brodo di carne per 2-3 minuti al massimo e servirli in una ciotola capiente, spolverizzando con parmigiano a piacimento

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