Opinionisti Leonardo Magnani

Divertirsi da morire? Possiamo scommetterci?

dati preoccupanti sul gioco d'azzardo

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Sono terminate le festività natalizie e come da tradizione un po’ tutti abbiamo giocato a carte, a tombola ed abbiamo avuto il desiderio di provare il brivido dell’estrazione della Lotteria Italia. Sempre un po’ di meno per la verità, perché ormai piace a tutti giocare più in grande, scommettere quasi tutti i giorni, vivere il gioco, non come momento di distrazione, ma addirittura, compulsivamente, quale elemento costante della nostra quotidianità.

E’ di pochi giorni fa, la pubblicazione delle statistiche sul gioco d’azzardo  che colpisce, in modo sempre più forte e allarmante, larghe fette di popolazione, sia abbienti che non abbienti. Sono dati preoccupanti perché incidono nella vita quotidiana di ciascuno di noi. Ne va della sicurezza sociale, ne va della vivibilità di ogni comunità cittadina. Quando troviamo in ogni centro abitato, sale da gioco, slot machine, senza la minima preoccupazione della vicinanza a centri di aggregazione di giovani o minori, qualche domanda, ognuno di noi dovrebbe farsela. E ancora di più, quanti sono chiamati a organizzare politicamente ed amministrativamente le nostre comunità.

Vediamo qualche dato: secondo l’Agipronews, agenzia specializzata che si occupa di scommesse e azzardo e si basa sui dati del Ministero delle Finanze, nel 2017 gli italiani hanno perso al gioco quasi 19 miliardi di euro, 370 euro a testa, ma questa è solo la spesa, perché il volume delle scommesse arriva a sfiorare i 95 miliardi di euro. La cosa più strana è che lo Stato ha inserito nelle prestazioni minime sanitarie la cura e la prevenzione dell’azzardo patologico, ma contemporaneamente ostacola quanti desiderino porre limiti e freni a questa piaga.

C’è un sito che vi dice quanto si spende in attività ludiche d’azzardo in ogni comune: (http://lab.gruppoespresso.it/finegil/2017/italia-delle-slot/).

Possiamo conoscere, cliccando Sansepolcro, quanto è stato speso nel nostro comune, in gioco d’azzardo: ebbene, nel 2016, ogni biturgense, in media, ha speso 1014 euro in attività ludiche d’azzardo. E’ una cifra enorme se rapportata al numero di abitanti e se si considera che Perugia, che conta 167.000 abitanti, ha totalizzato 1017 euro procapite, solo 3 euro in più.

 A San Giustino sono stati spesi  1087 euro, a Città di Castello  1264 euro, a Pieve Santo Stefano  533 euro, ad Anghiari 541 euro.  Caprese Michelangelo è la più virtuosa, con “soli” 236 euro a testa spesi.

Si tratta di una media, ma dovrebbe ugualmente far riflettere e far agire di conseguenza, immediatamente, per porre rimedio a qualcosa che non è serio, educativo e conveniente lasciar correre. Qui non si tratta di far girare l’economia, perché il saldo tra quanto guadagnano gli esercenti (poco), ma soprattutto le grandi multinazionali collegate al gioco,  e quanto la comunità tutta dovrà spendere per curare le ludopatie e le crisi sociali, familiari che ne conseguono,  è sicuramente negativo. 

Qualche comune si sta attrezzando per far fronte a questa minaccia che rischia di essere molto pericolosa, quanto l’uso smodato di alcool e di droghe, la USL di Sansepolcro, ad esempio, sta agendo in questo senso inserendo la ludopatia tra le patologie da attenzionare:  una cosa da fare è, certamente,  imporre orari spezzati  e divieto a ore per i giochi d’azzardo o evitare, quando possibile, di concedere licenze. Spezzare gli orari permette di far uscire i giocatori compulsivi dalla bolla nella quale vivono, all’interno di esercizi tappezzati di manifesti che impediscono alla luce solare di passare e di dare cognizione del tempo che sta passando. Il Comune di Bergamo ha provato in questa direzione e qualcosa è cambiato. Se ce l’ha fatta un sindaco come Giorgio Gori, ce la possono fare anche gli altri.

La conferenza Stato - Regioni ha deciso di ridurre del  50% il numero delle slot in tre anni, porre maggiore attenzione affinché l’uso di queste macchine sia impedito ai minori. La fine della legislatura ha impedito però,  che questo accordo abbia effetti pratici.

Questa è la nuova frontiera, questo è l’impegno cha va chiesto ai partiti che si stanno preparando alle elezioni. Altroché promesse mirabolanti. Scendiamo al pratico, al quotidiano. Proviamo a scommetterci. Vediamo chi accoglie la sfida.

Redazione
© Riproduzione riservata
12/01/2018 12:36:28

Leonardo Magnani

Leonardo Magnani è nato e vive a Sansepolcro. E’ laureato in filosofia e in scienze religiose. Insegnante di professione, da anni collabora con l’Associazione Cultura della Pace e si interessa di mediazione dei conflitti e di nonviolenza.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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