Opinionisti Alessandro Ruzzi

Spero che il vostro Comune sia diverso da quello di Arezzo

Certi accadimenti dipingono uno scenario preoccupante

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Un ex consigliere comunale di Arezzo ha portato alla pubblica attenzione quanto si sta preparando per la futura sede della polizia locale (ex polizia municipale).

Ogni amministrazione si trova periodicamente a correggere, sanare o migliorare le scelte effettuate dalle precedenti, nel caso aretino la scelta di posizionare la sede della polizia municipale al di fuori dell'abitato che ha creato malumori che si protraggono da molti anni: difficile da raggiungere, lontana dai punti nevralgici, insoddisfacente per chi vi lavora, costosa.

Inoltre secondo qualche cronista locale Arezzo sta vivendo una drammatica crisi di ordine pubblico legata agli immigrati: vero è che lo spaccio si è definitivamente impossessato dell'area a ridosso della stazione ferroviaria in aggiunta allo storico caposaldo del colle del Pionta, vero è che si sono svolte  risse fra immigrati di colore (e probabilmente clandestini) legate al mercato degli stupefacenti, pur le statistiche che vengono illustrate dalla questura descrivono una realtà assai meno cruenta del Bronx aretino, il quartiere saione. Da qui l'idea dell'attuale amministrazione Ghinelli di spostare la sede della polizia municipale in zona più centrale affinché anche la presenza e l'andirivieni delle vetture di servizio e dei vigili possa fungere da deterrente.

Meno convincente, per me, che il posizionamento della caserma possa effettivamente essere un deterrente poiché, è già avvenuto, gli spacciatori si spostano e ad Arezzo si sono già spostati; più convincente, e non solo per me, il fatto che il comando della polizia locale torni ad essere più vicino alla popolazione. Naturalmente si è sviluppato un dibattito pubblico al di fuori delle sedi competenti -cioè il consiglio comunale- su quali potessero essere i locali a disposizione del Comune per posizionare il nuovo comando: tutto inutile perché la amministrazione ha deciso di scavalcare il consiglio comunale a piè pari e, con decisione di giunta, andare a esaminare le proposte di immobili offerti da privati che non riguardassero l'enorme patrimonio immobiliare di cui il Comune è proprietario e che magari si prestava con minore spesa e con maggior beneficio allo stesso scopo. Con stupore di molti e con la espressa contrarietà del corpo della polizia municipale (!), l'occhio della giunta si è focalizzato su un immobile (proprietà della curia) situato in zona con enorme difficoltà di circolazione e parcheggio; ancor più preoccupante sarebbe l'aspetto economico legato a questo spostamento che avverrebbe attraverso leasing con costo di  350.000€ l'anno per una durata di 20 anni. Un pacco di soldi che -come direbbe Andreotti pensar male non è peccato- forse hanno già un destinatario, anzi un beneficiato: infatti l'immobile costa 800.000€ (cifra piuttosto ardita considerato le caratteristiche), altri 600.000€ andrebbero alla ristrutturazione quindi il resto va negli interessi (calcolati a 2,3 milioni€) e retribuzione del capitale di colui che acquisterà e farà l'opera e la metterà in leasing verso il Comune. L'ente, cioè i cittadini, riscatterà infine un bene da 1,4 milioni€ e costato diversi milioni alla comunità.

Non è l'unico caso in cui si ricorre a strumenti di project financing, pare deciso che il Comune si doti di un centro unico di cottura per servire le 60 (circa) scuole dell'infanzia ed elementari del suo territorio utilizzando lo stesso metodo. Dicono che le cucine nei plessi scolastici andrebbero rinnovate con spesa troppo significativa, ma nella mia ignoranza chiedo come arriveranno i pasti che dovranno essere veicolati magari per qualche decina di km: quanto tempo passerà nei contenitori quel cibo destinato ai bambini? Che non sono sempre di bocca tonda, anzi sono spesso abituati -giustamente- a mangiare bene. Cosa accadrà domani con una operazione da 3,5 milioni€ lo scopriremo, temo con grande insoddisfazione e pianti. Altro che miglioramento globale.

Nel caso delle scuole occorre ricordare che sono già moltissimi i bambini che ricevono il cibo veicolato attualmente prodotto in una decina di mense scolastiche, certo in futuro le distanze da coprire diventerebbero superiori e i disagi -ragionevolmente- maggiori; quello che colpisce particolarmente è la mancanza di condivisione che la attuale amministrazione persegue, con il risultato che lo scontro  tra visioni e priorità diviene più aspro. Del resto questo è lo stesso assessore che ha detto che Arezzo è città accessibile contraddicendo platealmente i risultati del piano eliminazione barriere architettoniche che la apposita commissione mista aveva indicato.

Questa è la giunta del cambiamento che affittando beni da terzi continua a sottrarre soldi dalla spesa corrente, fornendo minori servizio alla collettività: è vero che le casse dei comuni piangono sempre più miseria, ma certe spese ricadono sui cittadini, anzi certe puttanate finiscono sempre fra capo e collo degli stessi cittadini. Gli stessi aretini che grazie alla giunta Fanfani già si fanno carico del mutuo da 100.000€ annui per il completamento dei lavori del teatro Petrarca che i proprietari non seppero reperire. Col risultato che Arezzo ha (paga, ma non gli appartiene) un teatro che a chiacchiere è il più ricercato del centro Italia, ma che nella realtà ospita poche serate; non ospita più neanche il polifonico, e non viene neanche messo a disposizione dal Comune alle associazioni del territorio, smista i richiedenti verso altre strutture: di pochi giorni fa la lamentela di una serata svolta al teatro Tenda senza riscaldamento, ghiotto stare seduti al freddo bussone.

Io sinceramente spero che i vostri Comuni non si comportino come quello nel quale risiedo e pago le tasse, ma vi raccomando di stare attenti perché queste pensate possono trovare ospitalità in altre amministrazioni del territorio.

Territorio che ha contribuito a pagare il polo fieristico di Arezzo dove c'è un casino che mezzo basta e dove il Comune di Arezzo -tutte le amministrazioni- non ha fatto certo una figura splendida, certo in buona compagnia di altri enti locali e categorie.

Redazione
© Riproduzione riservata
24/01/2019 15:03:49

Alessandro Ruzzi

Aretino doc, ha conseguito tre lauree universitarie in ambito economico-aziendale, con esperienza in decine di Paesi del mondo. Consulente direzionale e perito del Tribunale, attento osservatore del territorio aretino, ha cessato l'attività per motivi di salute, dedicandosi alla scrittura e lavorando gratuitamente per alcune testate giornalistiche nelle vesti di opinionista. alessandroruzzi@saturnonotizie.it


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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