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Mondo Economia: intervista all'imprenditore Aldo Nocentini

E' uno dei componenti della famiglia che ha dato vita alla Kemon

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Sta alla direzione commerciale di Kemon, l’azienda di San Giustino famosa a livello nazionale e internazionale per i prodotti riservati alla cura e alla bellezza dei capelli. Aldo Nocentini è uno dei componenti, uno degli attuali cardini della famiglia che ha dato vita ed è stata poi artefice della enorme crescita di Kemon, fino a farne una fra le realtà imprenditoriali più prestigiose dell’Alta Valle del Tevere.   

Nocentini, quali segni ha lasciato il Covid-19 nell’attività della vostra azienda?

“In tutta sincerità, non ci possiamo lamentare più di tanto, perché la produzione non è mai cessata. Rientravamo, in base al codice Ateco, fra quel novero di aziende che avrebbero potuto proseguire, in quanto la nostra strategia di periodo è stata quella di potersi convertire nella produzione di gel igienizzanti e spray. Certamente, la chiusura dei saloni di parrucchieria ha portato a una contrazione del fatturato da marzo a maggio, che in parte abbiamo recuperato grazie al mercato estero. Attualmente, rispetto a settori entrati in crisi con questo evento inatteso, siamo una categoria abbastanza fortunata, ma c’è meno movimento, perché - come noto – il nostro settore di riferimento è obbligato a lavorare per appuntamento e a stare quindi attento, adottando le varie disposizioni impartite”.

Era opportuno adottare i provvedimenti presi dal governo a inizio mese?

“Penso che quella di chiudere in senso assoluto rimanga l’ultima opzione. La drammaticità del contagio è stata forte in qualche zona d’Italia, mentre qui in Alta Valle del Tevere non è stata sostanzialmente vissuta: proprio alla luce di queste differenze e per scongiurare l’ipotesi di un’ulteriore propagazione dell’ondata anche nei luoghi meno toccati, ritengo giusto che siano state adottate queste misure a puro scopo cautelare, sperando che la curva dei contagi cominci quanto prima a scendere”.

In che modo il Covid-19 ha condizionato l’impostazione del lavoro all’interno di Kemon e avete avuto casi di contagio fra i dipendenti?

“Abbiamo ovviamente un nostro protocollo da rispettare e lo facciamo in tutto e per tutto, con un responsabile della sicurezza interna che ha lo specifico compito di garantire la corretta adozione delle disposizioni, a cominciare dalla misurazione della temperatura per poi vigilare su distanziamenti e uso delle mascherine. La novità sostanziale è però un’altra: abbiamo cercato di limitare le visite di fornitori e clienti al nostro interno, attivando una piattaforma che ci consente di effettuare i collegamenti in videoconferenza. Diciamo quindi che stiamo capitalizzando i nostri contatti via web. Relativamente ai casi di contagio, abbiamo avuto la fortuna di non essere stati finora “toccati”, per cui incrociamo le dita”.

Il 2020 volge lentamente verso la conclusione: che anno è stato per Kemon, considerando l’imprevisto della pandemia?

“Con molta difficoltà recupereremo, forse, i due-tre mesi di scarso lavoro causati dalla chiusura totale. L’ho detto prima: il mercato estero e altri canali attivati ci dovrebbero tuttavia permettere di stare vicini al fatturato realizzato nel 2019, il che – vista la situazione generale – è da considerare un bilancio quantomeno non negativo. Non faremo il passo in avanti, ma nemmeno indietro: diciamo che nel 2020 abbiamo fatto un passo di lato”.

Il nuovo anno sarà quello in cui si potrà voltare pagina, come tutti si augurano?

“Sì, se almeno il 2020 ci dovesse lasciare con buone premesse. Dopo quella comunicata da Pfizer, c’è l’altra positiva notizia del vaccino testato da Moderna. Penso quindi che, non appena si procederà con la vaccinazione, si comincerà a respirare e a riacquisire lentamente quella libertà tanto desiderata. Sulla tempistica, penso e spero che il primo trimestre faccia registrare un miglioramento, se davvero con la vaccinazione si dovesse partire a fine gennaio”.

Da un anno, l’Umbria ha cambiato la guida politico-amministrativa, mentre San Giustino ha confermato il centrosinistra in Comune. Ha notato qualche cambiamento? E la differenza di schieramento politico fra Regione e Comune può diventare un piccolo handicap per quest’ultimo?

“Posso parlare, ovviamente, per l’amministrazione comunale di San Giustino, che nei cinque anni precedenti si è distinta per un buon operato. Sull’amministrazione regionale, ho per ora pochi elementi oggettivi di valutazione: si è insediata nel novembre di un anno fa e l’avvento del Covid-19 ha costretto a un cambio di impostazione dei programmi e delle attività. Semmai, lo vedremo quando avrà la possibilità di operare in regime ordinario. In quanto a un possibile condizionamento dei rapporti Regione-Comune causato dalla diversa appartenenza politica, non credo che questo fattore andrà a incidere, né ha senso che esista: sarebbe oltretutto assurdo il solo pensarlo, anche perché la realtà di San Giustino merita un giusto grado di considerazione da parte della Regione”.    

Redazione
© Riproduzione riservata
19/11/2020 09:27:58


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