Opinionisti Il Direttore Davide Gambacci

Dalla settimana bianca al periodo nero

Si aggiunge pure la beffa delle abbondanti nevicate in tutte le Dolomiti

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Vero che è motivo di divertimento e svago ma non dimentichiamoci che dietro c’è un grande mondo economico il quale sta subendo delle forti contrazioni. È il settore sciistico e degli sport invernali in montagna. L’apertura prevista per giovedì 7 gennaio è praticamente slittata – ora in maniera ufficiale – di dieci giorni arrivando direttamente al 18 gennaio. Tutto ciò sarebbe giustificato dal fatto che la curva epidemiologica formata dall’emergenza Covid-19 in Italia non sta calando a sufficienza, soprattutto per quello che riguarda la percentuale di tamponi positivi sul totale. Tradotto in pratica uno stop di altri dieci giorni che rischia di compromettere l’intera stagione sciistica già pesantemente colpita nel periodo più “in” dell’anno; ovvero, quello a cavallo tra il Natale e l’Epifania. Se tutto va bene, ma deve andare davvero bene, ci rivedremo sulle piste da metà gennaio in poi. Un mondo che genera un volume occupazionale stimato dagli esperti in 130.000 unità nel periodo compreso tra il ponte dell’Immacolata e Pasquetta. Ma quale possono essere le misure da adottare? Difficile capirle perché se all’interno di un rifugio in quota le regole da rispettare possono essere sostanzialmente le stesse di un bar e un ristorante, ben diversa è la situazione sulla gestione delle risalite: sicuramente dimezzate, ma il punto interrogativo resta per eliminare l’eventuale calca nelle file di attesa. Un po’ il risvolto della medaglia perché se da una parte non ci sarà certamente tutta questa corsa alla settimana bianca, dall’altra i tempi inevitabilmente si allungheranno poiché quell’ovovia che trasportava almeno sei/otto persone alla volta, il numero sarà sicuramente dimezzato se non di più. Una situazione decisamente complicata, con la beffa anche delle condizioni meteo ideali dovute alle abbondanti nevicate di questi giorni. Alberghi, negozi e tutto ciò che ruota attorno a questo mondo dovranno rimanere ancora con le saracinesche abbassate in attesa di tempi migliori. Ma arriverà il giusto momento anche per loro? La speranza c’è, seppure le voci che si rincorrono – e usare il condizionale è più che d’obbligo – non promettono nulla di buono. Dietro a questo mondo, però, c’è un altro mondo che sta soffrendo e facendo registrare un marcato segno meno: pensiamo a tutte quelle aziende che garantiscono approvvigionamento sia alimentare che non. Ma una soluzione c’è per evitare il cosiddetto “colpo di grazia”? Tutti lo speriamo, tutti lo vorremmo ma di certezze ad oggi ce ne sono ben poche.

Davide Gambacci
© Riproduzione riservata
04/01/2021 11:00:45

Il Direttore Davide Gambacci

Si avvicina al giornalismo giovanissimo e ne rimane affascinato. Dal 2009 è iscritto all’ordine dei giornalisti della Toscana dopo aver fatto esperienza in alcune testate locali. Nel 2010 diventa direttore del quotidiano online Saturno Notizie e inviato fisso del quotidiano Corriere di Arezzo. Nel 2011 é stato nominato anche direttore responsabile del periodico l’Eco del Tevere e vice direttore di Saturno Web Tv. Ideatore e regista di numerosi programmi televisivi, dove da il meglio di se dietro la telecamera. Inchieste e cronaca i campi di particolare competenza professionale. Ricopre anche il ruolo di addetto stampa per alcune associazioni e Enti.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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