Opinionisti Il Direttore Davide Gambacci

Non possiamo vivere ad intermittenza

Occorrono delle certezze, altrimenti la "nave" rischia di affondare definitivamente

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Quando ero piccolo si aggiungeva una riduzione alle lucine di Natale: una semplice spina che fungeva da intermittenza per dare un po’ di movimento. Questo poteva andare bene sia per l’interno che per l’esterno. Oggi, con i passi in avanti fatti dalla tecnologia, il tutto è praticamente integrato. Compri il pacchetto e non fai altro che attaccare la spina alla presa della corrente. Una similitudine banale che però si rispecchia di fatto su ciò che l’Italia sta vivendo in questo delicato momento: oltre a vivere ad intermittenza, quindi in base al colore della Regione in cui viviamo, occorre farlo anche alla settimana. Proprio così! Ogni settimana può cambiare il colore e di conseguenza allargare o stringere le maglie, che pur sempre strette rimangono per la routine quotidiana. Saracinesche alzate e saracinesche abbassate: bar e ristoranti costretti ad acquistare solo ciò che serve in quel breve periodo e tutto un indotto che rischia di crollare. Negozi, invece, che si trovano con i magazzini pieni delle vecchie collezioni mentre sono già in arrivo quelle nuove. Aspetto che spesso non viene preso in considerazione. Molte attività, purtroppo, rischiano di annegare con quella luce che rimarrà spenta per sempre. Non solo le “new entry” bensì anche tante realtà storiche: questa è la cosa che fa più male. Non possiamo, quindi, più vivere ad intermittenza: sia il piccolo commerciante che la grande azienda ha bisogno di certezze e tempi certi per lavorare. Il settore del turismo, della ristorazione e quello dell’accoglienza sono probabilmente i più danneggiati: costretti a star fermi in quei momenti dove solitamente veniva costruita una bella fetta di fatturato annuo. Così proprio non va: c’è da combattere una pandemia, vero, ma bisogna tener conto pure che occorre andare avanti in qualche maniera; tanto per intendersi, un conto è abbassare la fiammella un altro far spengere definitivamente la brace. Quindi, ok rallentare un po’ il tutto ma bloccarsi completamente per alcune attività significa rifarsi daccapo gettando al vento quanto costruito in decenni. D’altro canto si capisce perfettamente che la situazione non è affatto facile da gestire. L’Italia, quindi, continua a lampeggiare oltretutto con una crisi di Governo in atto: giallo, arancio e rosso. È stata proposta anche la zona bianca, seppure ad oggi nessuno rientra in quel range. Mettiamoci una mano nella coscienza, tutti insieme!

Davide Gambacci
© Riproduzione riservata
28/01/2021 11:28:22

Il Direttore Davide Gambacci

Si avvicina al giornalismo giovanissimo e ne rimane affascinato. Dal 2009 è iscritto all’ordine dei giornalisti della Toscana dopo aver fatto esperienza in alcune testate locali. Nel 2010 diventa direttore del quotidiano online Saturno Notizie e inviato fisso del quotidiano Corriere di Arezzo. Nel 2011 é stato nominato anche direttore responsabile del periodico l’Eco del Tevere e vice direttore di Saturno Web Tv. Ideatore e regista di numerosi programmi televisivi, dove da il meglio di se dietro la telecamera. Inchieste e cronaca i campi di particolare competenza professionale. Ricopre anche il ruolo di addetto stampa per alcune associazioni e Enti.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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