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Mondo Politica: intervista a Giampaolo Conti consigliere comunale a Umbertide

L'amministrazione comunale si é dimostrata insufficente e impreparata

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Prima esperienza politico-amministrativa anche per Giampaolo Conti, unico rappresentante del Movimento 5 Stelle nel consiglio comunale di Umbertide. Siede dal 2018 sugli scranni dell’opposizione e con lui non analizziamo soltanto la situazione locale, ma anche le prospettive del partito a livello locale e nazionale.

Conti, quattro anni oramai di amministrazione del sindaco Luca Carizia: quale valutazione esprime sull’operato della squadra che nel 2018 è stata protagonista dello storico ribaltone a Umbertide?

“L’“oramai” nella domanda è estremamente significativo per dare un giudizio sull’operato di una ammirazione che si è limitata a gestire gran parte di progetti non suoi, molti dei quali del rimpianto commissario governativo De Rosa (che in sei mesi ha fatto sicuramente di più di questa amministrazione in quattro anni, anche se rimpiangere un commissariamento in luogo di una istituzione elettiva non è quanto ci si possa democraticamente augurare). Un’amministrazione che ha disatteso gran parte dei punti che aveva messo nel già scarno programma elettorale (leggasi a titolo esemplificativo e non esaustivo moschea); un’amministrazione che si è limitata a gestire, male, il triplicato flusso di trasferimenti dello stato (solo nell’ultimo esercizio da circa un milione di euro a quasi tre milioni). L’amministrazione si è solo limitata all’esercizio ragionieristico della gestione dei progetti avviati o recuperati da altre amministrazioni precedenti per buttarli, spesso a casaccio e senza un fine teleologico, nel Pnrr. Non ha posto alcuna attenzione a settori fondamentali della vita cittadina; infatti, sono stati completamente dimenticati settori quali ambiente (nessuna politica su energia, fonti alternative, comunità energetiche, nessun monitoraggio del territorio su pozzi inquinati, fabbriche chimiche dismesse), sociale e sicurezza (assoluto disinteresse per welfare, salute, piano sanitario regionale, ospedale cittadino, nessuna politica giovanile, sicurezza limitata all’installazione di telecamere (Umbertide ricordo che in tre anni è stata teatro di numerosi crimini, tra cui due omicidi), cultura (se si eccettuano alcune sporadiche mostre alla Rocca praticamente nulla si è fatto per incentivare progetti ed eventi, ricordo che in passato Umbertide è stato il centro ed il motore pensante di eventi quali Rockin’Umbria), turismo (Umbertide città, se si eccettua il solo albergo Capponi, ha una capacità ricettiva in posti letto pari a zero), politiche del lavoro (in questo settore, a parte alcune politiche assistenziali determinate dalla pandemia nulla si è fatto). A nulla valgono le campagne “pubblicitarie” ed elettorali su stampa e media promosse dall’amministrazione e dalla maggioranza che la sostiene per sbandierare ai quattro venti episodici interventi quali il parco della pineta Ranieri, il prolungamento di una ciclabile o una mostra fotografica locale che, aldilà del valore degli espositori e delle opere, non è certo una esposizione delle opere dei fratelli Alinari o i ripetuti annunci di progetti finanziati. A fronte di quanto sopra espresso il giudizio è sicuramente negativo”.

Lei fa parte della specifica commissione: quali sono i limiti (e anche i pregi) del bilancio di previsione 2022?

“Il pregio è quello di essere impostato in un’ottica ragionieristica, ma questo costituisce anche il suo limite: è - come i precedenti bilanci di previsione - privo di idee e di una visione prospettica. Non c’è in esso alcuna idea di Umbertide quale città del futuro, non c’è in questa amministrazione e nel suo bilancio alcuna idea di paese, ci si limita soltanto a fissare degli obiettivi di scarsa importanza e a breve termine che si possano facilmente raggiungere, così da quadrare in maniera quasi automatica il consuntivo senza impegnarsi in operazioni di ampio respiro. Per quanto riguarda l’attività della prima commissione, sede naturale in cui dovrebbe nascere il bilancio di previsione, la sua attività - nonostante i nostri continui richiami - si è limitata a ratificare, in forza di una maggioranza “bulgara” e con l’opposizione del sottoscritto, le decisioni della giunta e gli scostamenti di bilancio”.

Una maggioranza, più gruppi di minoranza; questa diversificazione ha condizionato l’operato dell’opposizione?

“Assolutamente no: l’opposizione ha agito, pur nella diversità delle proprie idee e nell’autonomia dei gruppi consiliari, in maniera coesa e coordinata. Ne è testimonianza il gran numero di ordini del giorno e mozioni presentati collegialmente e, naturalmente ed in maniera pregiudiziale, bocciati dalla maggioranza”.

Che tipo di percorso ha avuto il Movimento 5 Stelle a Umbertide?

“Un percorso certamente difficile e tipico di un movimento relativamente giovane, caratterizzato da un forte dibattito interno e sicuramente non agevolato dall’emergenza pandemica (che ha di fatto limitato il confronto diretto, ad esempio il gazebo settimanale negli ultimi due anni non si è più svolto e le riunioni degli attivisti si tengono on line). È naturale che si assista ad un ricambio degli attivisti, ma il gruppo è saldo attorno ai principi fondanti del Movimento, pronto a proporre le proprie idee ed i propri programmi per l’Umbertide che vogliamo”.

A livello nazionale, Giuseppe Conte è l’uomo che può ridare linfa al partito e, soprattutto, di cosa ha bisogno il 5 Stelle per recuperare terreno e per la sua stessa sopravvivenza?

“Sicuramente, Giuseppe Conte è l’uomo che può ridare linfa al Movimento, a mio avviso va rinsaldata la forza e la presenza nel territorio (come peraltro previsto nel nuovo statuto) poiché la forza del Movimento siamo noi attivisti e portavoce, è dai territori che nascono le idee, i progetti e sono i territori i depositari dei principi fondanti. Giuseppe Conte ha tutto ciò nello Statuto del Movimento, strumento rilancio che insieme a lui abbiamo fortemente voluto”.

Redazione
© Riproduzione riservata
18/05/2022 11:29:07


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