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Mondo Politica: intervista a Lucia Cherici segretario della provincia di Arezzo per "Azione"

“Occorre ritornare a parlare dei problemi tra la gente"

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È stata eletta per acclamazione, lo scorso gennaio, segretario provinciale aretino di “Azione”, il partito fondato da Carlo Calenda e Matteo Richetti. Avvocato nella vita di tutti i giorni, Lucia Cherici sta lavorando con grande impegno per motivare anche i giovani.

Cherici, in che modo si sta organizzando “Azione” a livello sia provinciale che regionale?

“Azione è un partito che è nato nel novembre 2019 e che dopo il superamento della pandemia si è dato una struttura passando dal congresso provinciale, regionale e nazionale. La struttura esiste da oltre un anno e si è legittimata con le elezioni congressuali, in esito alle quali la sottoscritta è stata eletta segretaria provinciale. Con il congresso regionale, il segretario toscano Marco Remaschi mi ha indicata quale vice segretaria regionale insieme a Milena Brath di Firenze, assegnandomi la delega alle politiche di genere”.

Quali sono i temi forti su cui “Azione” si batte anche in ambito locale?

“Il metodo di approccio politico si fonda su un tema trasversale e fondante tutti gli altri: questo metodo è dettato dal pragmatismo e dalla competenza. Le tematiche sostanziali che interessano Azione sono quelle che recano con sé promozione e sviluppo del territorio unito con il buon governo. Azione si è battuta localmente su temi quali formazione, scuola, sanità lavoro e cultura”.

Lei si occupa anche di pari opportunità: quanto è ancora lungo il percorso in Italia perché si possa parlare realmente di pari opportunità?

“Guardando al resto dell’Europa, l'Italia risulta oggi al quattordicesimo posto per parità di genere con un punteggio del Gender Equality Index inferiore alla media europea. È fondamentale che si sviluppi la partecipazione femminile al mercato del lavoro e, nonostante gli ultimi dati Istat abbiano certificato il più alto tasso di occupazione femminile di sempre, questa risulta essere molto inferiore a quella maschile ed in particolare per le donne madri, tanto che una donna su 5 lascia il lavoro entro due anni dalla maternità. E’ necessario intervenire sulla disparità effettiva nel trattamento tra i generi e deve essere riformato in modo strutturare il sistema di welfare e di investimenti, così da permettere alle donne di perseguire gli stessi obiettivi degli uomini in una dinamica di equa competizione e uguali responsabilità. È fondamentale dunque estendere la certificazione della parità di genere per ridurre il gender pay gap, migliorare le condizioni di lavoro delle donne in termini sia di qualità che di remunerazione e di ruolo; è necessario sostenere l'imprenditoria femminile soprattutto in ambito innovativo. Azione intende proseguire nel suo programma in modo da rendere strutturale e potenziare il fondo per l'imprenditoria femminile, potenziando il credito agevolato e consolidando incentivi fiscali per piccole e medie imprese dando supporto alle imprenditrici mamme. Anche dal lato del lavoro dipendente, è necessario introdurre misure a sostegno della donna e della natalità, misure volte a favorire il rientro al lavoro dopo la maternità e finalizzate a ridurre i costi sostenuti dalle imprese. Da ultimo, ma non per ultimo, è necessario aumentare il contrasto alla violenza sulle donne con necessario aumento dei centri antiviolenza per tentare di raggiungere i target europei che prevedono un centro antiviolenza ogni 10mila abitanti, rafforzando quello che è il reddito di libertà e di approvare il pacchetto antiviolenza messo a punto dalle ministre del governo Draghi a tutela della incolumità personale delle donne. Il percorso è lungo ma con determinazione giungeremo ai risultati che ci prefiggiamo”.

Il vostro leader, Carlo Calenda, ha legato e subito rotto con il Pd e il 25 settembre correrà con Italia Viva di Matteo Renzi, ma in diversi sono convinti che questa alleanza avrà vita breve. Lei cosa ne pensa?

“Io credo che l’idea di unire forze simili con programmi analoghi e una base elettorale che lo chiedeva da tempo sia l’unica soluzione per concentrare azioni utili per un buon governo che si differenzi dalle ali estremistiche, che ultimamente si stanno polarizzando sempre più e coincidendo con dannosi populismi e sovranismi, contrari a una visione liberale europeista ed atlantista di sostanza qual è la nostra. La nostra è un’opportunità che supererà il breve periodo, anche se credo che molti sperano nel contrario”.

Qual è la ricetta efficace per riavvicinare la gente alla politica e soprattutto per farla ricredere sulla politica?

“Occorre ritornare a parlare dei problemi tra la gente, come ha fatto Calenda che è andato a Piombino per parlare del rigassificatore e come stiamo facendo noi ad Arezzo anche con questa campagna elettorale. E’ importante dimostrarsi attenti alle richieste dei cittadini, ma non dissociarsi dai problemi che implicano l’onere di distribuire risorse scarse o alimentare semplici illusioni o puri proclami senza fondamento. Il punto è far comprendere alle persone che se non si occupano di politica, che la politica - comunque vada - si occuperà di loro e che dunque lo starne fuori reca loro solo pregiudizio. E’ per questo che il voto è importante, perché restituisce questa possibilità di incidere alle persone che dovranno scegliere seriamente a chi affidare il loro futuro come Paese”.

Redazione
© Riproduzione riservata
21/09/2022 09:51:46


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