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Mondo Politica: intervista ad Andrea Lignani Marchesani consigliere comunale a Città di Castello

"Grande lavoro del mio gruppo consiliare

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Non ha certo bisogno di presentazioni: Giovanni Andrea Lignani Marchesani è uno fra gli esponenti politici di maggiore caratura ed esperienza nell’ambito dell’intera Alta Valle del Tevere. Membro della direzione nazionale di Fratelli d’Italia, con un passato da consigliere regionale umbro della durata di 15 anni e con anche tante legislature in consiglio comunale a Città di Castello sugli scranni dell’opposizione. Per due volte si è candidato a sindaco, nel 2006 e ora nel 2021. Anche adesso siede all’opposizione assieme a due consiglieri della sua coalizione: Riccardo Leveque ed Elda Rossi.

Lignani Marchesani, Lei è intervenuto di recente sul piano delle farmacie del territorio comunale tifernate. Dove sta il problema di fondo?

“La giunta comunale ha approvato per il decimo anno l’ennesimo “copia-incolla”, perché è la stessa situazione che vige dall’approvazione di una delibera consiliare del giugno 2012. Il problema è che da tempo si richiedono due nuove aperture nelle frazioni di Lerchi e di San Secondo; un allargamento, questo, che deve essere condiviso con ordine dei farmacisti e Asl. Direi allora che sarebbero necessarie due verifiche: la prima riguarda ordine dei farmacisti e Asl per lo sblocco della situazione, la seconda concerne l’effettiva opportunità di apertura delle due nuove farmacie, dal momento che la demografia è cambiata. Sempre negli ultimi dieci anni, Città di Castello ha perso 2mila abitanti e gli over 65 sono aumentati di mille. Occorre quindi comprendere se esista ancora la volontà politica, se sia arrivato il tempo di rivedere il piano e se il contesto dialettico con Asl e Ordine dei Farmacisti sia in evoluzione”.

Quasi 30mila sono stati nel 2022 i visitatori ai due luoghi espositivi che conservano le opere di Alberto Burri, ossia Palazzo Albizzini e gli ex seccatoi del tabacco. Un dato da considerare positivo e quanti margini di miglioramento vi sono ancora da sfruttare?

“Il dato è da considerare relativamente positivo, perché in esso confluiscono anche gli ingressi delle scuole e le persone che vi si recano più volte, quindi il dato dei circa 30mila andrebbe un tantino scremato. È però vero che i musei di Burri sono una eccellenza a pieno titolo, così come le mostre correlate con altri artisti contemporanei: vuol dire allora che debbono migliorare il lavoro di comunicazione e l’accesso in città dal punto di vista delle infrastrutture. Sono fiducioso sul fatto che questo governo mantenga l’impegno di completare intanto la parte marchigiana della E78. Il sottosegretario Galeazzo Bignami ha detto che una canna del traforo della Guinza sarà completata entro il 2025: è già un segnale importante, poi mi rendo conto che la situazione sia più complessa a livello di sostenibilità per il tracciato che va da Le Ville Monterchi fino a Selci Lama, però il fatto stesso che se ne stiano occupando fa ben sperare”.

Come valuta, in questo primo anno e poco più di mandato, l’operato del suo gruppo consiliare di opposizione, considerando il fatto che gli altri due esponenti sono alla prima esperienza istituzionale?

“Debbo rivolgere un apprezzamento a entrambi i consiglieri: Riccardo Leveque ed Elda Rossi. Si sono sempre confrontati con me perché avevano voglia di bruciare le tappe della crescita e i risultati si notano. Due ottimi consiglieri: su Leveque, giovane, si può investire e anche la Rossi riesce ad affrontare le varie tematiche con determinazione e allo stesso tempo grande rispetto, specie nelle materie di sua competenza. Sarò pure di parte, ma credo obiettivamente che il nostro sia il migliore gruppo presente in consiglio, anche per il modo che ha di porsi: non sempre è infatti necessario alzare i toni”.

È preoccupato per la tenuta del governo di Giorgia Meloni e soprattutto per quella dell’alleanza di centrodestra più in generale, alla luce anche della proposta del partito unico avanzata da Silvio Berlusconi?

“Credo che Giorgia Meloni stia operando con assoluta regolarità. Anche per ciò che riguarda la nomina del commissario per la ricostruzione post-sisma nel centro Italia - nella figura di Guido Castelli, ex sindaco di Ascoli Piceno – non vedo cosa possa aver commesso: il mandato del commissario del Pd era scaduto e non si capisce perché avrebbe dovuto essere rinominato; mi sembra strano che una forza politica debba dare ordini anche quando sta all’opposizione. Per ciò che riguarda Silvio Berlusconi, tanto di cappello per ciò che ha fatto come imprenditore e come politico, ma oramai ha fatto il suo tempo; lui punta i piedi e rischia soltanto che qualche suo esponente faccia i bagagli per passare a Fratelli d’Italia. Attenzione, quindi: il “Cavaliere” potrebbe subire la stessa sorte toccata a suo tempo a Gianfranco Fini. La pecca di Berlusconi è quella di non aver costruito una forza dirigente attorno a sé: quella di Giuliano Urbani, di Antonio Martino e di Marcello Pera era un’altra Forza Italia. Sotto questo profilo, Fratelli d’Italia è il partito meglio impostato della coalizione di centrodestra, poiché composto da gente che ha fatto la gavetta e poi ha seguito un preciso percorso politico; per la Lega, questo discorso vale soltanto per il nord. Fratelli d’Italia ha una più efficace ramificazione territoriale, per cui la sua presa sulla gente rimarrà tale”.     

Redazione
© Riproduzione riservata
12/01/2023 13:21:25


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