Installazione di Valdi Spagnulo nel giardino storico della Pinacoteca di Città di Castello

Presentazione del catalogo “Riverberi”
Primo appuntamento di fine estate per la Pinacoteca comunale di Città di Castello che Venerdì 11 settembre 2026 alle ore 17.30, nell’ambito del Piano di valorizzazione delle Collezioni contemporanee presenterà il catalogo di Riverberi, connesso all’installazione di Valdi Spagnulo, allestita nel giardino storico di Palazzo Vitelli. Il catalogo edito da Luoghi Interiore nell’ambito dei Quaderni della Event Room, sarà presentato dall’assessore alla Cultura Michela Botteghi, dal curatore Pasquale Fameli, dalla storica dell’arte Livia Castellani e dall’artista Valdi Spagnulo, in un momento che offrirà l’occasione per approfondire la genesi dell’opera, il suo rapporto con l’architettura e con lo spazio del giardino e i temi centrali della ricerca dell’artista. Sarà inoltre presente il gruppo FAI di Città di Castello con la referente Eleonora Reali per una visita guidata all’opera.
Con queste parole l’assessore Michela Botteghi annuncia l’iniziativa: “La pubblicazione, edita da Luoghi interiori, è il quarto volume della collana nata per accompagnare e documentare le attività della Event Room, lo spazio della Pinacoteca dedicato all’approfondimento e alla valorizzazione della ricerca contemporanea che tante mostre ha già ospitato dalla data della sua apertura nel 2024 e che ha dato l’avvio anche ad una serie di pubblicazioni specifiche sul contemporaneo tra cui il volume dedicato a Vittorio Brandi Rubiu, quello dedicato a Claudio Verna e alla mostra In/stanze. Con Riverberi, la collana amplia idealmente i propri confini: per questa occasione, infatti, l’Event Room si apre al giardino storico di Palazzo Vitelli, trasformandolo in uno spazio espositivo e di riflessione.” Il volume si arricchisce inoltre delle bellissime fotografie realizzate da Enrico Milanesi.
La scelta del giardino non è casuale. Riverberi, opera concepita da Spagnulo nel 2009, trova proprio nel rapporto con l’ambiente naturale una delle sue dimensioni più significative. L’installazione è composta da dieci elementi verticali alti quasi tre metri, realizzati in acciaio inox lucido, brunito e spazzolato, con inserti in plexiglass colorato e trattato. Strutture sottili, aperte e vibranti che, invece di imporsi sullo spazio, lo attraversano e lo accolgono, instaurando un continuo dialogo con la luce, il cielo, l’aria e lo sguardo del visitatore.
La ricerca di Valdi Spagnulo si sviluppa al confine tra scultura, architettura e disegno. Formatosi al Politecnico di Milano negli anni Ottanta, l’artista ha costruito nel tempo una poetica fondata sulla tensione tra il rigore della struttura e l’imprevedibilità del gesto, tra la solidità della materia e la sua progressiva apertura verso lo spazio.
Nelle sue opere l’acciaio, materiale per eccellenza associato alla forza e alla gravità, viene assottigliato, piegato e articolato fino a trasformarsi in una sorta di disegno tridimensionale. Il plexiglass e gli elementi trasparenti o riflettenti accentuano ulteriormente questa ricerca di leggerezza, facendo della luce una componente attiva dell’opera.
In Riverberi questa poetica raggiunge una particolare evidenza. I dieci elementi scandiscono il giardino come un alfabeto di segni nello spazio, una partitura aperta e continuamente modificata dalle condizioni atmosferiche e dalla posizione dello spettatore. Le superfici riflettenti catturano e restituiscono frammenti dell'ambiente, mentre il plexiglass introduce trasparenze e variazioni cromatiche. La scultura non appare così come un oggetto concluso, ma come un dispositivo capace di generare nuove relazioni tra materia, luce e ambiente.
Il titolo Riverberi richiama proprio questa capacità di propagazione e trasformazione: i riflessi della luce, le immagini che si moltiplicano sulle superfici metalliche, le trasparenze e le ombre fanno sì che l'opera cambi continuamente nel corso della giornata e delle stagioni. Non esiste un unico punto di vista privilegiato: il visitatore è invitato a muoversi, a entrare nella composizione, a percepire il mutare dell'opera insieme al mutare dello spazio che la circonda.
Il giardino storico di Palazzo Vitelli diventa quindi parte integrante dell’installazione. La scultura si sottrae allo spazio chiuso del museo per misurarsi con un luogo vivo, nel quale la presenza dell’opera entra in relazione con la vegetazione, il cielo, la luce naturale e il movimento delle persone. Il museo e la città, l’architettura e la natura, la materia e l’immateriale vengono così coinvolti in un’unica esperienza percettiva.
Il volume pubblicato da Luoghi interiori documenta e approfondisce questo progetto, offrendo una nuova occasione di lettura dell’opera di Spagnulo e del suo rapporto con il patrimonio storico e architettonico di Città di Castello. Un libro che, come l’installazione, vuole essere uno strumento di attraversamento: non soltanto la memoria di un progetto espositivo, ma un invito a interrogarsi sul modo in cui una scultura può abitare un luogo e trasformare la nostra percezione dello spazio.
Presentazione del catalogo Riverberi
Venerdì 11 settembre ore 17.30
Pinacoteca Comunale di Città di Castello – Palazzo Vitelli
Interverranno:
Michela Botteghi, assessore alla cultura
Pasquale Fameli, curatore
Livia Castellani, storica dell’arte
Eleonora Reali, storica dell’arte responsabile gruppo FAI Città di Castello
Valdi Spagnulo, artista

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