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Camera di Commercio di Arezzo-Siena a VicenzaOro September

Confermata la presenza delle oltre 200 aziende del distretto aretino

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Il Presidente della Camera di Commercio di Arezzo-Siena Massimo Guasconi, accompagnato da Lorenzo Millo, Direttore di Promosienarezzo, sarà presente domani, venerdì 4 settembre, alla cerimonia di inaugurazione di VicenzaOro September 2026.

L'edizione di quest'anno coincide con l'inaugurazione del nuovo Padiglione 2 della Fiera di Vicenza e vede la partecipazione a VOS – The Jewellery Boutique Show di circa 1.300 espositori, provenienti per il 45% da 38 Paesi esteri.

Confermata la presenza delle oltre 200 aziende del distretto aretino, che presenteranno le proprie creazioni ai buyer internazionali giunti da più di 130 nazioni.

La kermesse vicentina rappresenta un punto di osservazione strategico per monitorare lo stato di salute di un comparto che, dopo i volumi record del biennio 2024-2025, affronta un contesto macroeconomico particolarmente difficile. Sulle prospettive del settore pesano le oscillazioni dei prezzi dei metalli preziosi e le tensioni geopolitiche internazionali, riducendo il volume degli ordini in entrata.

 In particolare, le quotazioni dell'oro stanno registrando nelle ultime settimane continue oscillazioni tra i 110 e i 130 euro al grammo, evidenziando un incremento del +24% su base annua pur rimanendo al di sotto dei picchi straordinari toccati all'inizio del 2026.

In attesa dei dati ufficiali sull’export del primo semestre del 2026, si delinea la prosecuzione del momento di contrazione già emerso a inizio anno. Per il distretto di Arezzo, la flessione delle esportazioni si affianca al progressivo rientro dei flussi verso la Turchia a livelli ordinari, superata l'anomala espansione del 2024. Quel picco straordinario era stato innescato dalle severe restrizioni di Ankara sull'importazione di oro grezzo, che avevano spinto operatori e investitori turchi ad acquistare massicciamente semilavorati italiani come canale alternativo di approvvigionamento o come bene rifugio. La successiva introduzione di dazi protettivi e il conseguente rientro dei volumi a livelli fisiologici — avviato già nel 2025 — hanno generato un inevitabile e marcato calo statistico nella bilancia commerciale provinciale e nazionale.

L'analisi congiunturale tra il primo e il secondo trimestre del 2026 conferma questo quadro di difficoltà, registrando un lieve ridimensionamento di imprese e occupati sia a livello nazionale sia nei principali distretti.

A livello italiano, le imprese attive scendono a 6.854 unità, con una perdita netta di 47 aziende (-0,68%), mentre la forza lavoro si riduce a 30.755 addetti complessivi, con una flessione di 704 occupati (-2,24%). In questo contesto, Arezzo evidenzia il calo aziendale più accentuato scendendo a 1.068 strutture operative (-1,48%) e mostrando un ridimensionamento degli occupati a 8.084 unità (-4,41%). Risultano in contrazione anche il polo di Vicenza, che si attesta a 443 aziende (-1,12%) e 4.394 lavoratori (-2,70%), e il distretto di Alessandria, che conta 701 imprese (-0,71%) e 6.511 addetti (-0,84%). L'area metropolitana di Milano rappresenta l'unica eccezione nel panorama nazionale: a fronte di un calo della base imprenditoriale a 404 attività (-1,22%), mostra un lieve incremento della componente occupazionale arrivando a 2.257 addetti (+0,13%).

Il confronto tendenziale su scala annuale rispetto al secondo trimestre del 2025 delinea una selezione di natura più strutturale all'interno del comparto orafo-argentiero. Su base nazionale, il sistema produttivo registra una perdita di 235 aziende (-3,31%) e cede 1.071 occupati (-3,36%). L'impatto sui dodici mesi appare particolarmente marcato per il distretto di Arezzo, che contrae la base aziendale di 57 unità (-5,07%) e gli occupati di 337 addetti (-4,00%). Flessioni analoghe si rilevano a Vicenza (-4,53% per le imprese e -5,10% per gli addetti) e ad Alessandria (-4,37% per le imprese e -3,80% per gli addetti). Anche su scala annuale si conferma la tenuta in controtendenza del polo milanese, dove a un ridimensionamento contenuto delle aziende (-2,18%) fa riscontro una solida tenuta dei livelli occupazionali, cresciuti dell'1,53%. Nel complesso, il quadro delinea un settore chiamato a riorganizzarsi di fronte alla persistente volatilità dei prezzi delle materie prime e alle incertezze dei mercati esteri, confermando comunque il ruolo centrale dei distretti manifatturieri nella tenuta dell'economia italiana.

Redazione
© Riproduzione riservata
03/09/2026 12:40:25


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