Opinionisti Leonardo Magnani

Abbiamo bisogno “d’alto”

Che cosa è veramente decisivo per l’Uomo di oggi?

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Si sono svolte le elezioni politiche ed è finita quella che è stata considerata la più brutta campagna elettorale della storia repubblicana.

Slogan, proposte da fare invidia ai migliori piazzisti, un insieme di offerte che sembrano irrealizzabili, a volte incostituzionali, a volte indegne. Siamo in una situazione che oscilla dal vendere tutto per cessata attività, al si salvi chi può. E senza che tutto questo ci abbia, pur sapendolo, indignato o sorpreso almeno un po’.

Ma di cosa abbiamo veramente bisogno? Che cosa è veramente decisivo per l’Uomo di oggi? Potremmo fare un lungo elenco per cercare di comprendere meglio quanto serva all’umanità, ma è certo che dimenticheremmo qualcosa e, per di più, qualcosa di essenziale.

Per riassumere efficacemente, potremmo farci aiutare da quanti ci hanno preceduto, perché i bisogni, quelli veri e decisivi, hanno, da sempre, accompagnato l’essere umano. Attenzione: non si parla di desideri che spesso incatenano l’uomo all’eterna insoddisfazione, ma di bisogni, che sono ciò che permette all’Uomo di scoprire l’umano.

In una società allenata al solipsismo e all’individualismo, abbiamo infine scoperto di essere tutti più vulnerabili e a rischio di sopravvivenza.

La precarietà è quanto di più comune all’uomo di oggi, se è vero, come è vero, che il 40% dei lavoratori al mondo ha un impiego precario e che pochi sanno chi ci garantirà un futuro sereno visto che è a rischio, addirittura, il diritto alla pensione, o al riposo, se osserviamo come le nuove normative sul lavoro, permettano, ancora, un giorno festivo a settimana, ma non garantiscano più la festa comandata. 

Siamo un esercito di soldati che non si riconoscono e che rischiano di non essere più popolo, ma massa. Manzoni ci ricorda come l’Italia sia stata “un volgo disperso che nome non ha” e, la mancanza di un senso comune, di un punto di riferimento solido che renda un gruppo di persone, un nucleo sociale riconoscibile, è la cifra del nostro disagio.

A questo proposito può venirci in aiuto quanto Pericle disse agli ateniesi in un momento tragico della loro storia, mentre erano sotto assedio, nel 431 a.C.: “Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore”.

Ecco di cosa abbiamo bisogno, abbiamo bisogno di ideali, di guardare in alto e non al nostro primo interesse, abbiamo bisogno di orizzonti più ampi, di qualcosa di solido su cui poggiare i piedi, ma anche di alzare la testa senza volgere lo sguardo dall’altra parte, abbiamo bisogno di avere una schiena dritta e di interessarsi al vivere comune, che è quello di tutti e non di quanti ci stanno accanto solamente, evitando la troppa accondiscendenza o la troppa obbedienza a un sistema, generale e particolarmente diffuso in tutti i settori, che rischia di farci sentire prima impotenti, poi colpevoli e, infine, inutili e inadatti a un cambiamento possibile. Potremmo dire, quindi, che abbiamo bisogno “d’alto” e non semplicemente di altro.

Leonardo Magnani
© Riproduzione riservata
09/03/2018 10:26:40

Leonardo Magnani

Leonardo Magnani è nato e vive a Sansepolcro. E’ laureato in filosofia e in scienze religiose. Insegnante di professione, da anni collabora con l’Associazione Cultura della Pace e si interessa di mediazione dei conflitti e di nonviolenza.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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