Opinionisti Leonardo Magnani

Diritti per tutti

Cos’è un diritto? E soprattutto come si attiva e come possiamo agire per mantenere la sua valenza?

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70 anni fa, nel 1948, quasi tutti i paesi del mondo hanno riconosciuto nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo un nuovo fondamento della nostra società umana. Dopo la “morte di Dio”, il secolo che ha visto la scomparsa di qualcosa su cui fondare lo stare insieme è stato chiamato a essere il secolo che doveva individuare quali fossero i diritti dell’Uomo. Il ‘900 è stato un secolo breve, per dirla con Hobsbawn, per le due disastrose guerre che lo hanno insanguinato e riassunto, ma è stato pure il secolo che ha visto la volontà di reagire a quei massacri cercando di trovare qualcosa che unisse gli esseri umani di tutto il mondo: fu con questo spirito che nacque la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, così come, con lo stesso spirito, nacque la Costituzione Italiana che ripudia la guerra e la stessa ONU che provò, almeno come obiettivo principe, quello di superare divisioni che portarono a quelle guerre e a quei disastri.

Ma cos’è un diritto? E soprattutto come si attiva e come possiamo agire per mantenere la sua valenza? Il diritto di un essere umano è per definizione universale. O è universale o non è un diritto: non può esistere un diritto esclusivo per qualcuno. Se un diritto non fosse universale, perderebbe inevitabilmente la sua funzione e la sua specificità, diventerebbe sciaguratamente un privilegio per qualcuno. Il diritto è, infatti, straordinario e pericoloso da questo punto di vista: si aziona nel momento che è di tutti, ma se fosse precluso a qualcuno,  ecco che si creerebbe una sorta di meccanismo che porterebbe alla fine di quello stesso diritto, anche per quanti ancora possono goderlo.

O è di tutti e ne usufruiamo in modo universale, o è un privilegio e allora andrebbe tolto perché di pochi. Quale il rischio di tutto questo? Quello di non capire che se per difendere un nostro diritto pensiamo di poterlo diminuire, diluire o addirittura negare all’altro, il risultato è che alla fine, nessuno potrebbe più godere di quel diritto.

Dichiarare che un qualsiasi diritto valga per qualcuno, prima che per qualcun altro, significa condannare quel qualcuno a non avere, prima o poi, quello stesso diritto che voleva difendere.

Il diritto e il suo godimento viaggiano su un sistema binario: per poterne usufruire c’è bisogno di salvaguardarne l’universalità. Se il diritto decade per qualcuno, anche per una piccola porzione di società, quel medesimo diritto sarà a rischio per tutti, anche per chi ne sta godendo i frutti. C’è un solo modo per difendere, reclamare e acquisire un diritto umano: lottare perché sia patrimonio di chiunque appartenga alla sfera umana. Senza esclusioni, senza precedenze, senza prima gli uni o gli altri. Tutti i diritti sono nati e sono stati conquistati con queste modalità: i diritti nell’ambito del lavoro, i diritti sociali, delle donne, dei neri, tutti sono stati conquistati pensando non al proprio tornaconto personale, ma reclamandoli in quanto patrimonio umano. Dietro a rischi e paure che vedono la minaccia a uno qualsiasi dei diritti che abbiamo nel tempo conquistato, c’è un solo modo per salvaguardarlo: lottare perché chiunque ne possa godere. Gandhi soleva scrivere che “non dovremmo desiderare nulla che il più piccolo degli esseri viventi non possa avere”.Vale anche per i diritti. Sta qui l’essenza di quanto abbiamo conquistato: il fatto che fosse qualcosa che apparteneva a tutti e di conseguenza non prevedeva esclusioni, preclusioni, o peggio precedenze.

Sentire che oggi qualcuno reclama diritti prima per gli uni o poi, forse, successivamente per gli altri, significa mettere a repentaglio non solo diritti futuri, ma anche i diritti acquisiti che qualcuno, prima di noi, ha conquistato. Dobbiamo in modo risoluto rigettare l’idea che per difendere ciò che abbiamo, dobbiamo togliere qualcosa a qualcuno. Sarebbe la strada sbagliata, una strada senza via di uscita che ci porterebbe a vedere elusi, diminuiti, persino erosi quegli stessi diritti che altri, al posto nostro, hanno conquistato nel tempo con fatica e sacrificio.

Redazione
© Riproduzione riservata
06/12/2018 16:05:01

Leonardo Magnani

Leonardo Magnani è nato e vive a Sansepolcro. E’ laureato in filosofia e in scienze religiose. Insegnante di professione, da anni collabora con l’Associazione Cultura della Pace e si interessa di mediazione dei conflitti e di nonviolenza.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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