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Cinque domande con…Luca Gradi, assessore del Comune di Pieve Santo Stefano

“In ambito turistico a mio avviso questo deve essere il momento della riflessione”

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Andiamo nel territorio comunale di Pieve Santo Stefano. E’ l’assessore Luca Gradi l’ospite della rubrica “Cinque domande con”; Gradi, infatti, è titolare delle deleghe a cultura, biblioteca e promozione del territorio. Sono stati affrontati temi sia di carattere locale, a livello di Pieve e Valtiberina, che nazionale. Emergenza Coronavirus ancora in primo piano, seppure non sono mancati riferimenti al Governo.

·        Pieve Santo Stefano come ha superato l’emergenza Coronavirus?

“Per il momento è andata bene, anche se dobbiamo dire che la questione non è ancora terminata. La cittadinanza di Pieve ha seguito le indicazioni, un po’ come è accaduto in tutta Italia: non bisogna approfittare troppo di queste prime libertà; l’attenzione deve sempre esserci. Seguire le classiche prescrizioni inerenti le mascherine di protezione e il distanziamento sociale. Inizialmente, poi, le norme previste erano quasi ridicole fortunatamente poi sono rientrare e riviste. Sta di fatto che chi apre, apre comunque a suo rischio. Pieve è comunque riuscita a superare piuttosto bene l’emergenza Coronavirus, seppure ha ancora dei casi di positività al Covid-19 ma in fase di guarigione”.

·        Sarà un anno difficile per il turismo, seppure a beneficiarne potrebbero essere i piccoli centri come quelli in Valtiberina: quali strategie adottare?

“E’ proprio così! Ho l’impressione che i numeri degli anni precedenti non potranno essere replicati: certo, essendo un Comune piccolo, in proporzione perderemo meno rispetto a territori più grandi. Il 2020, quindi, non sarà un anno di crescita e vedremo quello che succederà nei mesi di luglio e agosto. Questo, però, deve essere anche il momento della riflessione a mio avviso: ragionare in ottica turistica, lo sviluppo del turismo lento. Tante sono state le riunioni fatte in tal senso, soprattutto con la Fondazione Arezzo InTour. Sono stati aperti i primi fondi per i Cammini di Francesco: Pieve Santo Stefano ha sempre puntato in questo filone e all’interno del percorso rappresenta una delle tappe più importanti. Il 2020, però, sarà un anno un po’ così: nel complesso non possiamo essere molto ottimisti, poiché potremmo offrire poco. La Valtiberina è un territorio solitamente pieno di feste ed eventi, quest’anno non è facile riuscire ad organizzare qualcosa: vediamo nelle prossime settimane quello che potremmo e cosa è consentito fare”.

·        Montedoglio infrastruttura mai utilizzata in ambito turistico: perché?

“Non può essere utilizzata perché è un bacino ad uso tecnico con una forte escursione tra l’estate e l’inverno. Adesso, come tutti sappiamo, stanno facendo dei lavori per la ricostruzione del muro crollato nel 2010: dal punto di vista turistico, però, non cambierà le carte in tavola. Su questo bacino non abbiamo mai avuto voce in capitolo, non è possibile ragionare però vorrei anche ricordare che il Comune di Pieve Santo Stefano per la realizzazione dell’invaso ha perso mille ettari di terreno fertile e una cosa come 400 residenti. Certo, valorizzare Montedoglio dal punto di vista turistico sarebbe una delle grandi battaglie da fare: una questione che ho vissuto fin da bambino, anche perché in quegli anni mio padre era sindaco. Nella località di Madonnuccia abbiamo il circolo velico che utilizza Montedoglio come attività sportiva, seppure fa molta fatica sempre per la questione legata all’escursione del livello. Sarebbe un’attrazione importante anche per quanto riguarda le camminate a contatto con la natura: viene poi prodotta energia elettrica, seppure alla Valtiberina non tornano indietro risorse. E’ una questione complessa”. 

·        Quali mosse si attende dal Governo nazionale per la ripresa?

“Io non mi aspetto niente da un Governo a cui servono 564 pagine per fare un decreto. Ho provato a leggerlo e non so se si capiscono meglio gli articoli oppure le spiegazioni. Sono state inserite anche cose interessanti, come i rimborsi per gli affitti dei locali commerciali oppure dei fondi perduti seppure con cifre quasi irrisorie. Sicuramente non ne potranno godere in tanti e soprattutto quelle realtà che hanno dei bilanci buoni”.

·        Quanto può essere importante prevedere un potenziamento dell’ospedale di Sansepolcro, magari con il ripristino del reparto di rianimazione?

“Questa è una domanda con risposta molto facile, perché sarebbe molto importante. La Valtiberina, nel complesso, ha affrontato bene l’emergenza Coronavirus con i sindaci che si sono mossi di concerto e in maniera rapida. Le case di riposo sono state chiuse in tempi non sospetti e ovviamente se ci fosse un ospedale con tanto di rianimazione sarebbe anche meglio. Grazie a grandi Confraternite di Misericordia, oppure Croce Rossa Italia spesso si riesce a sopperire a queste mancanze: c’è tanto volontariato in Valtiberina e lo abbiamo visto anche in occasione di questa emergenza. I reparti attualmente in ospedale andrebbero sviluppati in maniera efficiente: questo è il momento degli investimenti in ambito sanitario; sarebbe un’occasione importante”.

Redazione
© Riproduzione riservata
23/05/2020 08:29:11


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