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Politica sotto l'ombrellone: intervista con Andrea Laurenzi

"L'amministrazione di Sansepolcro continua a non avere idee e inizia a scricchiolare"

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È l’uomo forte del Partito Democratico di Sansepolcro. Andrea Mathias Laurenzi, vicesindaco di Sansepolcro dal 2011 al 2016, è adesso capogruppo dell’opposizione di Pd-InComune e scalpita per poter riportare partito e coalizione alla guida del Comune biturgense, per cui è facile prevedere che nei prossimi mesi sarà molto attivo.

Laurenzi, non c’è il rischio che i fondi europei stanziati dall’Europa per l’Italia possano arrivare in ritardo rispetto alle necessità delle imprese?

“Il nostro Paese ha acquisito una forte credibilità a livello europeo da quando al governo c’è il Partito Democratico: David Sassoli, che più volte è venuto a Sansepolcro anche in occasione dell’ultima campagna elettore per le elezioni europee, è il presidente del Parlamento Europeo e Paolo Gentiloni è commissario europeo per l’economia. La lunga mediazione per lo stanziamento di 750 miliardi di euro del Recovery Plan ha portato all’Italia 209 miliardi di euro, un risultato che è stato frutto del lavoro dei nostri tecnici, della nostra diplomazia e del governo, che ha saputo rompere il fronte dell’austerità in nome della solidarietà. Un risultato storico: peccato che nel nostro Paese diverse forze politiche abbiano fatto il tifo per il fallimento della trattativa solo per campagna elettorale, senza tenere in considerazione i danni enormi per i cittadini italiani. Il governo sta lavorando a un pacchetto di riforme che possano sostenere la ripresa economica e tutti ci auguriamo che i tempi siano celeri, ma non dobbiamo dimenticare la complessità del momento che stiamo vivendo”.

Il dopo lockdown come si sta rivelando per una fra le categorie più toccate, quella dei ristoratori?

“In questo caso, posso parlare per la mia attività e non per la generalità della categoria, perché le situazioni sono molto diverse. Io ho la fortuna di gestire una pizzeria in aperta campagna con molto spazio a disposizione e questo è sicuramente un vantaggio rispetto a colleghi che devono fare i conti con metrature e pertinenze. Abbiamo cambiato il nostro modo di fare accoglienza per adeguarci alle misure di contenimento del Covid-19 e dobbiamo continuare a farlo finchè la situazione non tornerà alla completa normalità. Un cambio di mentalità diventa necessario per garantire la sicurezza ai nostri ospiti e al personale”.

A settembre si vota per le regionali in Toscana. Sondaggi a parte, qualcuno sostiene che quella di Eugenio Giani sia una figura credibile ma non forte. È pur sempre sufficiente, a suo giudizio, per vincere la tornata?

“Eugenio Giani è riuscito a mettere insieme tutto il centrosinistra e di questi tempi è un grandissimo risultato politico, perché sappiamo come questo fronte sia litigioso. Inoltre, è un politico preparato che ha dato prova di conoscere i problemi delle aree marginali, visto che più volte nel suo lavoro di presidente del consiglio regionale ha toccato la Valtiberina. Ha una profonda conoscenza delle problematiche della Toscana e nella sua campagna elettorale è supportato da candidati preparati e di alto profilo. In provincia di Arezzo - oltre ai candidati uscenti De Robertis, Ceccarelli e Tartaro - sono presenti due candidati della Valtiberina, Barbara Croci e Lorenzo Minozzi, che sapranno portare i temi cari al nostro territorio nel dibattito politico regionale. Dal mio punto di vista, Giani è un candidato forte che si sta spendendo in una campagna elettorale fatta paese per paese tra le limitazioni dell’emergenza Covid-19 e le difficoltà del periodo”.

Anche Sansepolcro si sta preparando al voto, iniziando le schermaglie vere e proprie dopo le regionali. Quanto inciderà la volontà o meno di una ricandidatura di Mauro Cornioli, dal momento che adesso magicamente i soldi per fare tutto ci sono anche a Sansepolcro?

“Noi, come gruppo consiliare, abbiamo più volte pungolato il sindaco sul tema delle risorse economiche, perché i soldi ci sono sempre stati: il problema è che la mancanza di un’idea e di obiettivi ha portato a un rallentamento di tutta l’attività di progettazione. Le priorità non vengano dettate dall’amministrazione, che continua a navigare a vista e a concentrarsi sui piccoli problemi quotidiani. In questo momento c’è molta carne al fuoco, ma il tempo a disposizione è veramente poco e sicuramente non vedremo il secondo ponte, la Buonarroti sistemata, l’ex manifattura tabacchi o il progetto della nuova illuminazione. Le uniche opere che - speriamo - vedranno la fine in questa legislatura sono i progetti in continuità con la precedente amministrazione, come l’ultimo stralcio della Collodi. Sulla zona “Campaccio” si dovrebbe aprire una questione a parte per come si sta progressivamente sempre più degradando senza che il sindaco faccia niente, nonostante le ripetute segnalazioni dei cittadini e le interrogazioni delle minoranze. La ricandidatura di Cornioli pesa sulle elezioni amministrative soltanto per la sua capacità o meno di tenere insieme questa strana alleanza: qualche scricchiolio e malcontento inizia a farsi sentire anche fra i suoi  supporter più sfegatati. L’oggettiva mancanza di risultati è sotto gli occhi di tutti e, sul fronte della giunta, il sindaco dilaga in ogni ambito, lasciando pochissimo spazio ad assessori e consiglieri, rimasti molto in ombra in questi anni. Soprattutto chi ha dimostrato capacità e crescita, è stato poco valorizzato per non offuscare la figura del sindaco”.

Pd e centrosinistra in che modo intendono regolarsi per non sbagliare più alcuna mossa?

“Prima di tutto, bisogna stare insieme rispettandosi ed elaborando un progetto condiviso che sia di effettiva rinascita per la nostra comunità. Non ci possiamo permettere di perdere altro tempo, altre occasioni per l’improvvisazione della proposta politica, come nel caso di Cornioli. Io vengo da una esperienza civica che mi ha dato grandi soddisfazioni, ma ho ritenuto necessario avvicinarmi a un partito, riconoscendo l’importanza di essere una rete e una comunità politica più ampia per la quale i problemi non finiscono ai confini della città, ma a una visione complessiva del Paese e del ruolo che l’Italia deve avere nel mondo. Ci vuole molta umiltà nell’avvicinarsi ai problemi delle persone e occorrono capacità di ascolto e sintesi per dare le risposte possibili, assumendosene le responsabilità. E’ fondamentale aprirsi alla città, alle sue istanze e alle energie nuove che stanno crescendo. Credo che, se ci mettiamo intorno a un tavolo come stiamo facendo, con le sensibilità e i valori che condividiamo possiamo fare un buon lavoro”.

Andrea Laurenzi può essere il candidato sindaco del centrosinistra e quanti prevede possano essere i candidati in lizza nel 2021 a Sansepolcro?  

“Non è facile fare previsioni sulle possibili candidature in questo momento. Credo che Cornioli si ricandiderà, se non dovesse trovare spazi diversi per le sue ambizioni esclusivamente personali e se l’attuale composita maggioranza che lo sostiene gli confermasse la fiducia. Il centrodestra dovrà giocare la propria partita e aspetterà l’esito delle regionali per capire le posizioni di forza delle varie componenti. Per ciò che riguarda il nostro fronte, stiamo cercando di fare un percorso diverso, che parta dai contenuti e dai programmi per arrivare alla designazione del candidato sindaco. Siamo aperti al confronto e al dialogo senza pregiudiziali su nomi, consapevoli del fatto che siamo un partito articolato con persone di valore e questo ci permette di avere a disposizione più di una figura che possa fare il sindaco, ma sarà il lavoro con la coalizione che dovrà portare alla designazione della candidatura”.

Redazione
© Riproduzione riservata
31/07/2020 09:25:02


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