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In ogni scatto le proprie emozioni: la fotografia di Giuseppe Paci

“Tra i miei sogni un viaggio nelle riserve africane. Colore o bianconero? Scelta artistica”

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La fotografia può essere passione e un bellissimo hobby, ma anche una vera e propria professione. Il top sarebbe quello di riuscire a fare della passione la propria professione: non sempre è così, però almeno possiamo sperarci. La fotografia è un attimo, una frazione di secondo, ma al tempo stesso anche tempi di attesa ed elaborazione. “Essere lì, nel giusto momento”: può essere questo il giusto slogan. Dopo la brevissima ma doverosa introduzione, entriamo nel vivo di questa rubrica che prende il nome di “Passione Fotografia”: ovvero, interpellare appassionati della fotografia – e rimarchiamo “ap-pas-sio-na-ti” - senza che gli stessi siano dei professionisti del settore. La platea è piuttosto ampia e partiamo col biturgense Giuseppe Paci. È un fotografo amatore che scatta da oramai una decina di anni, ma che al tempo stesso è riuscito a trasformare un gioco nato come passatempo in un’autentica passione. Focalizza il suo obiettivo principalmente sul paesaggio, sulla natura, sullo sport oppure sullo “still-life”: una specifica e complessa tecnica fotografica che ritrae oggetti inanimati. La sua passione per la fotografia nasce nel 2012, quando per pura curiosità ha partecipato a un corso base ad Arezzo.

·        C’è qualche foto che hai scattato in passato, alla quale sei particolarmente legato?

“Sì, è lo scatto fatto alle cascate sul torrente Afra a Sansepolcro durante il periodo del corso di fotografia; ero riuscito ad ottenere l’effetto ‘seta’ dell’acqua, per me era una bellissima scoperta”. 

·        Com’è possibile, secondo te, far passare un messaggio utilizzando la fotografia?

“Io scatto tutto ciò che il mio occhio riceve come emozione e vi posso assicurare che non riesco e né mi preoccupo in alcun modo di far passare un messaggio specifico. Penso che quando si cercano emozioni e si prova a catturarle con l’obiettivo, se lo scatto dà soddisfazione a me, un messaggio potente ed emozionale passa direttamente anche a chi lo guarda. L’osservatore attento, infatti, è in grado di fare proprio il sentimento da me provato al momento del click. Vedo che questa mia particolare convinzione mi sta dando grandi soddisfazioni, consensi e riscontri. Alla fine, però, non siamo tutti uguali e mi è capitato che alcune persone, mentre osservavano i miei scatti, ricevevano emozioni diverse dalle mie, che neppure io mi sarei aspettato”.

·        Nel tempo, in che maniera è cambiata la fotografia?

“Io mi sono avvicinato a una fotografia di tipo digitale e nel mio cammino non sono testimone di cambiamenti epocali. L’evoluzione è avvenuta sicuramente in me con un aumento delle conoscenze dovute oramai pure all’esperienza, ma anche alle varie tecniche fotografiche sviluppate. Con il passare degli anni, mi sto dedicando sempre più spesso a soggetti e situazioni che possano comunicare sentimenti o che, più semplicemente, possano emozionarmi. A volte, per esempio, ad attrarre la mia attenzione sono un semplice colore, una forma oppure una luce particolare. Il cambiamento che è avvenuto in me, sia dal punto di vista tecnico che nello stesso modo di vedere le cose, si deve anche al confronto e ai consigli ricevuti da amici appassionati come me della fotografia”.

·        Preferisci lo scatto a colori, oppure quello in bianco e nero?

“Non ho preferenze. Mi piacciono tutte due le soluzioni, dipende anche dal soggetto oppure dalla situazione che devo andare a fotografare. Il bianco e nero ha il suo fascino e al giorno d’oggi, secondo me, è una scelta puramente artistica”.

·        Il tuo lavoro è un altro: come riesci a mettere insieme la professione e la fotografia?

“La mia professione, infatti, è ben diversa dall’attività fotografica e spesso è difficile conciliare le due attività, come del resto accade nella vita di ciascuno per ciò che riguarda gli hobby. Le passioni vorremmo che occupassero un tempo maggiore, ma forse è meglio così; infatti, ogni momento che ho libero mi creo le condizioni e programmo escursioni utili alla ricerca dei migliori soggetti. Apprezzo di più questi momenti proprio perché sono rari e non ci rinuncerei, anche se mi costano sacrificio perché spesso significa alzarsi presto al mattino o attendere il tramonto da una montagna raggiunta a piedi che regala gli ultimi scatti di luce; ma è capitato anche di essere in piedi a notte fonda per fotografare la Via Lattea. A casa, sempre nel tempo libero, inizia la scelta davanti al computer di tutto quel materiale riportato alla ricerca in uno scatto definito magico”.

·        Si dice sempre che la fotografia è un attimo: è davvero così?

“Penso che ogni attimo abbia la sua emozione: situazione irripetibile e di conseguenza unica. Per questo motivo quando vado in auto, oppure in moto, quasi sempre porto con me la mia macchina fotografica. In qualche occasione mi sono accorto di aver perso l’attimo e ho avuto il rimpianto di non averla con me. Non ho potuto immortalare fotogrammi unici che sono rimasti solamente nella mia memoria”.  

·        Il tipo di fotografia che preferisci fare?

“Principalmente è quella paesaggistica, oltre che naturalistica, lo ‘still-life e quella sportiva: soprattutto automobilistica, della quale sono un grande appassionato”

·        Quali sono i temi sociali e culturali, o i luoghi del mondo a cui vorresti dedicare un reportage?

“Devo ammettere che tra i miei sogni e le mie ambizioni c’è un viaggio nelle riserve africane. Auguro a me stesso e a tutti che presto si possa realizzare, poiché questo significa il superamento delle attuali condizioni di pandemia dovute all’emergenza Covid-19”.

·        È capitato che un tuo scatto sia finito in qualche rivista di carattere nazionale o mondiale?

“Sì, più volte i miei scatti sono stati pubblicati nella rivista settoriale di carattere nazione PhotoProfessional. Altre foto, invece, sono state selezionate da agenzie per organi d’informazione a carattere internazionale”.

·        Come sei riuscito a migliorare la tua tecnica fotografica?

“Mi sono perfezionato sperimentando, sbagliando e guardando le foto di colleghi sul web. Un posto speciale nella mia crescita e nel mio cammino lo ha avuto il Fotoclub di Sansepolcro, nel cui ambiente mi confronto, mi incontro e scambio idee con tanti bravi fotografi i cui commenti, che possono essere positivi ma anche negativi, mi hanno aiutato moltissimo”.

·        Ma nel cassetto di Giuseppe Paci c’è un “sogno fotografico” che speri si possa realizzare?

“E’ quello di poter organizzare e allestire una mostra personale dei miei scatti: un sogno, quindi, che spero possa avverarsi non appena riusciremo a riacquistare un pizzico di normalità”.

Redazione
© Riproduzione riservata
04/04/2021 09:24:42


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