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Mondo Economia: intervista con l'imprenditore Andrea Marsupini

"Sarà faticoso ma ripartiremo ancora più forti"

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Le conseguenze di un anno e più di Covid-19 nell’ambito dell’artigianato. Parola ad Andrea Marsupini, 46 anni, imprenditore del settore costruzioni di Sansepolcro, presidente di Cna Valtiberina, vicepresidente provinciale di Cna Arezzo e presidente di Oasi Consulting srl, società specializzata in ambiente, sicurezza e qualità, nonché amministratore unico di Cna Formazione e presidente del Consorzio Terra della Valtiberina.

Quali strascichi ha lasciato e continua a lasciare il Covid-19 fra le aziende artigiane più in generale?

“La situazione drammatica e surreale che viviamo quotidianamente da cittadini è la stessa che vivono le nostre aziende. Il crollo della domanda ha interessato segmenti sempre più ampi di mercato, tutto il nostro tessuto artigianale fortemente connesso con il territorio, comprese le attività che, per effetto dei contagi, hanno lavorato a ritmi rallentati per effetto di isolamenti e quarantene. Il vero termometro lo avremo sicuramente più avanti, quando questa situazione evolverà e quindi verranno meno gli ammortizzatori sociali e il divieto di licenziamento. Temo che allora ci sarà una forte emorragia occupazionale perché le aziende hanno molto sofferto”.

Vi sono settori particolarmente a rischio e per quali motivi?

“Quelli più colpiti dalla pandemia sono legati alla ristorazione e al turismo, compreso tutto l’indotto che vi ruota intorno. Non soffre meno il manifatturiero, l'incertezza e la paura generale frenano i consumi e di conseguenza gli ordinativi. La produzione aretina, particolarmente orientata  verso i mercati esteri, ha infatti sofferto più di altri distretti, non soltanto per un accentuato blocco produttivo, ma anche per un consistente stop commerciale. L'uscita dal mercato delle imprese colpirà le imprese più fragili, meno produttive, orientate all'interno e non all'export e soprattutto le piccole imprese, che non sono favorite nella ripresa e nella ripartenza dai vincoli agli investimenti”.

Ristori e sostegni alle imprese: come valuta il meccanismo di gestione delle risorse nella fase più delicata della pandemia?

“Per mesi abbiamo atteso misure in grado di soddisfare le aspettative degli imprenditori di ricevere un sostegno adeguato alle perdite subite, specialmente da parte di coloro che non hanno ottenuto un ristoro commisurato al sacrificio delle chiusure o del rallentamento impresso dai decreti del Governo alle attività. I ristori hanno rappresentato solo una misura tampone all’emergenza e hanno coperto meno del 10% delle perdite, quindi sono da considerarsi assolutamente inadeguati; grandi spot, ma alla fine quello che è entrato nelle casse delle nostre aziende sono state solo briciole e in molti casi nemmeno sufficienti a pagare gli adempimenti fiscali che, in controtendenza, hanno continuato a generarsi come se nulla fosse”.

In che misura la Valtiberina ha risentito di questo anno particolare?

“Questa pandemia ha eliminato confini e campanilismi, attaccando tutti e tutto alla stessa maniera. Questo per dire che non esistono oasi felici o zone più fortunate; ovviamente, mi riferisco all'economia. Anche in Valtiberina, i settori produttivi che hanno accusato di più sono state le filiere della ristorazione e del turismo, che hanno pagato il prezzo più alto con perdite di fatturato oltre l’80%, ma anche il settore del tessile, della moda e dell’artigianato artistico, che hanno visto più che dimezzati i loro ricavi. Il comparto delle costruzioni, pur interessato da una serie di incentivi, nel 2020 ha segnato una flessione importante. Anche per l’oggettiva complessità tecnico-procedurale dei bonus, le riaperture dei cantieri si sono avute soprattutto a partire dal 2021 ma gli effetti positivi delle agevolazioni fiscali si potranno avere solo a fine anno, anzi, più verosimilmente nel 2022. La nostra vallata risente e risentirà di questo terribile periodo né peggio né meglio di altre zone, però sono certo della forza che metterà in campo per superare le difficoltà”.

In momenti come questi, cosa deve fare un’associazione di categoria per assistere al meglio i propri associati?

“Cna non si è mai fermata: è stata vicina ai propri associati con l’attività sindacale a sostegno delle riaperture in sicurezza, dei contributi a fondo perduto, delle misure a sostegno del credito e delle risorse per sostenere l’occupazione nelle nostre piccole e medie imprese. Sui tavoli decisionali continuiamo a chiedere misure straordinarie in campo monetario e fiscale e una riforma totale della politica economica che valorizzi le caratteristiche peculiari delle piccole imprese come quelle manifatturiere e dei principali comparti dell’artigianato. Servono meno regole e più semplici che rendano più facile la vita a chi vuole fare impresa. Con gli uffici dislocati in tutta la provincia, Cna non ha mai fatto mancare l’assistenza ed i servizi legati ai provvedimenti governativi che si sono succeduti nei mesi, seguendo l'imprenditore nel difficile percorso delle riaperture con i protocolli anti-contagio e in tutte le normative in tema di salute e sicurezza aziendale. Molte volte ha ascoltato e rassicurato il proprio associato e, credetemi, in tutto questo lungo periodo è stato importantissimo”.

Fermo restando che quanto perso non sarà recuperabile, vi è la speranza di una ripartenza con il piede giusto dell’intera economia?

“Sì e questo lo dico a gran voce perché artigiani e piccole imprese sono abituati a rimboccarsi le maniche e a guardare in faccia le difficoltà, affrontandole e tirando fuori il meglio di sé. Sarà faticoso ma ripartiremo ancora più forti e con un bagaglio di esperienza molto più ricco. Mai come oggi è appropriato dire che l'unione fa la forza e noi dovremmo essere uniti, sempre di più. Abbiamo bisogno di interventi snelli e veloci, con misure concrete e non a pioggia, abbattendo la burocrazia che schiaccia imprese e cittadini e che, ora più che mai, è nemica di ogni ripresa. Serve un segno forte di discontinuità nei modi e nei tempi di erogazione degli aiuti rispetto agli interventi emergenziali per ridare non solo mezzi finanziari ma, soprattutto, fiducia agli imprenditori fiaccati da mesi terribili”.

Redazione
© Riproduzione riservata
25/05/2021 10:11:09


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