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Mondo Politica: intervista a Carlo Reali che sostiene Andrea Lignani Marchesani sindaco

"Non più ideologie, ma programmi e persone che l’attuano"

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Un’attività importante in campo sia politico che sindacale per Carlo Reali, 62 anni: la prima esperienza nelle elezioni comunali del 1993 a Città di Castello, che lo vedono candidato della lista “Cittadini per Cambiare” a sostegno di Paola Anna Pillitu. Due anni più tardi, a seguito di una dimissione, Reali entra in consiglio comunale, diventando una sorta di “spina nel fianco” per l’amministrazione di Adolfo Orsini. Nel 1998, Reali è nel sindacato aziendale in quota Cgil, come rappresentante degli operai Fcu; l’anno successivo, alle elezioni sindacali, è il più votato quale coordinatore della rsu. Durante questo periodo, assume anche la carica di vicesegretario di Cgil Trasporti. Lascia il sindacato nel 2001, dopo l’elezione a consigliere comunale nei Democratici di Sinistra ma come indipendente. L’allora sindaco Fernanda Cecchini lo indica come presidente del consiglio comunale e la sua maniera di lavorare gli vale l’ingresso nel direttivo dei consigli comunali di Anci (diviene poi il responsabile per il centro Italia) e la nomina a coordinatore nazionale dei consigli comunali italiani di Anci. Si iscrive poi al Partito Democratico e viene rieletto consigliere nel 2006, ma nel 2011 il suo nome non compare più nelle liste elettorali e nel 2013 riconsegna la tessera del Pd, lasciando quasi in contemporanea anche la Cgil. Adesso il ritorno sulla scena, alla testa della lista Civica, a sostegno del candidato sindaco Andrea Lignani Marchesani, esponente di Fratelli d’Italia.

Una pausa di dieci anni, poi il ritorno alla politica attiva? Che cosa l’ha spinta a scendere di nuovo in campo?

“Nel 2011, non fu una scelta personale quella di abbandonare la politica attiva ma fu il Partito Democratico, con cui allora militavo, che decise di non riproporre la mia candidatura in consiglio comunale, nonostante avessi fatto solo una legislatura. Tale scelta portò per incompatibilità anche alle mie dimissioni da Coordinatore Nazionale dei Consigli Comunali Italiani. Questa situazione ha influenzato il mio modo di intendere la politica e mi ha portato a credere che sia prioritario dare risposte ai cittadini non in base ad una appartenenza politica, ma in base a delle priorità. È per questo motivo che ho fondato assieme ad altri amici una associazione politico- culturale, Il Mosaico, per stimolare il dibattito su temi fondamentali della nostra realtà territoriale. Dopo anni di impegno civico ho capito che l’esperienza maturata negli anni doveva essere di nuovo messa a disposizione della politica cittadina”.

E come mai ha deciso di schierarsi a supporto di Andrea Lignani Marchesani?

“Ho scelto di candidarmi con Andrea Lignani Marchesani, nonostante in passato vi siano state divergenze politiche, perché ritengo che non possono essere gli attuali amministratori, anche se in schieramenti diversi, oppure uno sconosciuto alla politica a portare avanti la macchina amministrativa in un momento così difficile. Non più ideologie, ma programmi e persone che l’attuano. Inoltre il nostro candidato mi ha permesso di esprimermi all’interno di una lista civica di cui sono il capolista con persone della società civile e soprattutto di portare all’interno del suo programma punti programmatici fondamentali”.

Sappiamo da quanto tempo Lei si batte in favore dei pendolari della ex Fcu a causa dei disservizi generati dall’attuale situazione. In che modo risolvere la situazione?

“Il ruolo della Fcu e le sue potenzialità sono uno dei temi che ho affrontato con maggiore interesse, perché ritengo che l’Alta Valle del Tevere sia isolata dal resto dell’Umbria. Questo isolamento si caratterizza con continui disagi, nonostante da anni siano stati concessi ingenti finanziamenti. Ritengo che solo da una concertazione tra i Comuni interessati da questa importante arteria si possa arrivare ad un miglioramento degli standard attuali. È fondamentale farsi sentire in Regione. È inconcepibile che ad oggi i tempi di percorrenza siano biblici e soprattutto non vi sia sinergia tra le principali aziende di trasporto”.

Un’altra battaglia che combatte è quella del sociale e sull’abbattimento delle barriere architettoniche. A che punto siamo a Città di Castello?

“Ad oggi siamo al punto di partenza: tanti i proclami, tante le promesse. Nel programma presentato dal candidato Lignani Marchesani, questo è uno dei punti programmatici fondamentali. Si vuole rendere la nostra città libera da barriere, riconoscendo a tutti i cittadini il diritto all’ accessibilità dei luoghi. Tali barriere potranno essere eliminate solo dopo che L’amministrazione comunale avrà redatto e approvato il Peba e soprattutto mettendo ogni anno a bilancio cifre importanti per la rimozione delle stesse. Saranno le associazioni di quelle persone con disabilità a monitorare assieme agli uffici comunali il buon andamento del lavoro”.

Due candidati sindaci di centrosinistra e due di centrodestra. All’eventuale ballottaggio i due versanti si ricomporranno?

“Nonostante le ambizioni personali dei candidati e degli schieramenti, penso sia più semplice per il centrodestra ricomporsi, che per una sinistra così frammentata. Ma Città di Castello ci ha insegnato che tutto è possibile, e nulla è scontato”.

A Città di Castello vi sono ora le condizioni per uno storico ribaltone politico-amministrativo?

“Questo penso sia l’auspicio che mi ha portato a scendere in campo. Dovranno essere i cittadini tifernati a decretare la fine di una gestione spesso clientelare della cosa pubblica. Devo comunque esprimere il mio rammarico al mancato accordo su un candidato unico del centrodestra”.

Redazione
© Riproduzione riservata
21/09/2021 11:22:47


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