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Mondo Politica: intervista ad Antonio Cominazzi assessore al comune di Badia Tedalda

"Con la precedente amministrazione di Sansepolcro non era facile capirsi"

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Turismo, sanità ed economia: non mancano gli argomenti di attualità da trattare con Antonio Cominazzi, assessore del Comune di Badia Tedalda e persona con alle spalle una provata esperienza in campo politico-amministrativo. Tanto più che i temi sono molto “freschi”, con le novità maturate negli ultimi giorni.

Assessore Cominazzi, quale valutazione esprime dopo l’incontro di martedì scorso fra gli assessori al turismo dei Comuni della Valtiberina Toscana?

“Un giudizio positivo, anche se c’è stata una incomprensione che ha fatto mancare la rappresentanza di Sestino. È stato comunque importante fissare le modalità attorno alle quali ci dobbiamo muovere e soprattutto bisogna instaurare una conoscenza reciproca fra i Comuni”.

Sarà la volta buona per dare una nuova impostazione al turismo e soprattutto per lavorare seriamente in rete, pensando alla valorizzazione del territorio?

“E’ quello che vado dicendo da anni. Prendo un esempio: con la precedente amministrazione comunale di Sansepolcro non è stato facile comprendersi, anche se Gabriele Marconcini è stato un ottimo assessore. Fare turismo in rete: penso che alla fine questa filosofia avrà la meglio”.

Dal turismo alla sanità: è oramai ufficiale il ritorno all’autonomia per il distretto sanitario della Valtiberina. Un punto di partenza imprescindibile per affrontare seriamente la questione, non limitata al solo ospedale di vallata?

“Penso che il ritorno dell’autonomia sia fondamentale. Con un distretto proprio, sarà l’occasione per la conferenza dei sindaci di fare un incontro con la Regione Toscana per mettere a fuoco la sanità della Valtiberina. L’idea del distretto unico non era stata cattiva come concezione, ma poi è avvenuto che i problemi di Arezzo passavano sempre davanti a qualsiasi altra ragione. Qui invece c’è un problema di Valtiberina: quando la Toscana era intenta a ridisegnare i territori dell’aziende sanitarie, avevo chiesto di fare accordi con Città di Castello. E allora, pensiamo ora a trovare queste forme di collaborazione, specie per ciò che riguarda le urgenze”.

Il caso della vicina Sestino è emblematico: niente più pediatra e presto niente più un medico di base, non dimenticando la guardia medica divisa a metà con Badia Tedalda. Primi segnali del rischio che possono correre le realtà montane?

“E’ purtroppo una certezza, più che un rischio, ogni qualvolta vi è carenza di medici e si sa che le prime a pagare sono le realtà marginali. Anche per la sanità in generale, non sarebbe opportuno trovare un accordo come avviene per le emergenze? Vale per tutti gli ambiti, come per esempio per la pediatria. Noi a Badia Tedalda confiniamo con l’Emilia Romagna, Sestino confina con le Marche e quindi la collaborazione deve esserci con le rispettive regioni attigue”.

In tema di attività produttive, agricoltura e zootecnia rimangono le principali ancore di salvezza per la realtà montana della Valtiberina?

“Diciamo che a Badia Tedalda si opera anche nei settori extra-agricoli. Per esempio, sul versante del turismo stiamo recuperando strutture dismesse con sistemi diversi da quelli tradizionali, vedi l’albergo diffuso e gli agriturismo, poi noi usufruiamo anche di incentivi in favore delle aziende per aiutarle a rimanere nella zona. Invece che contribuire all’abbattimento dei costi, preferiamo mirare su un segmento particolare e noi abbiamo scelto l’innovazione tecnologica”.

L’attuale amministrazione di Badia Tedalda è al giro di boa: tabella di marcia rispettata, nonostante l’imprevisto del Covid-19?

“Abbiamo avuto inizialmente grossi problemi con il Covid-19, poi però abbiamo recuperato terreno. Il piano regolatore va un tantino a rilento, non tanto per le cartografie quanto per la parte geologica: dobbiamo completare il lavoro, ma è anche vero che i geologi sono stati impegnati dapprima su piazza Bonafede e poi sull’area di Montelabreve per mettere in sicurezza la strada di collegamento con Borgo Pace e – un domani – con la E78. Questo ha comportato un minimo di ritardo sul piano regolatore. Per il resto tutto ok: anzi, siamo avanti e per ciò che riguarda il progetto di rigenerazione urbana (marciapiedi, bagni ecc.) siamo in graduatoria per ottenere i fondi. Stessa cosa per gli impianti sportivi e ora dobbiamo fare la domanda per la piscina comunale e anche per il campo di atletica”.

Redazione
© Riproduzione riservata
22/11/2021 10:03:31


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