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Mondo Politica: intervista a Ginevra Comanducci presidente del consiglio comunale di San Giustino

"Il sindaco Fratini é un uomo pratico che riesce a trovare la soluzione ai problemi con facilità"

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Giovanissima ma molto preparata, anche se alla sua prima esperienza politico-amministrativa, Ginevra Comanducci ha ben presto acquisito la necessaria dimestichezza nel ruolo di presidente del consiglio comunale di San Giustino, tanto più che il lockdown conseguente al Covid-19 ha finito per rivelarsi una ulteriore “palestra” anche per lei. 
Dopo due anni e mezzo di mandato, quale bilancio stila a livello personale?
“Per me, si tratta di un bilancio estremamente positivo: sono entrata in consiglio comunale molto giovane, diventandone presidente a soli 21 anni. Pur con costante impegno e tenacia, all’inizio non ero affatto sicura di poter essere in grado di espletare al meglio il mio ruolo. Oggi, a due anni e mezzo di distanza dall’inizio del mio mandato e, pur nella consapevolezza di aver sempre nuove cose da imparare, posso con soddisfazione dire di aver appreso molto, di essere riuscita a calarmi sempre più a fondo nel mio ruolo e di essere stata in grado di tradurre nella pratica quelle regole teoriche di funzionamento del consiglio comunale sancite nel Regolamento e nello Statuto. Questa esperienza è stata - ed è ancora - fonte di un profondo arricchimento personale, che mi ha insegnato ad essere rigida e severa quando la situazione lo richiede e più flessibile nel trovare i compromessi necessari”.
Quanto è stato difficile, durante il lockdown, gestire i lavori del consiglio comunale in videoconferenza?
“Devo ammettere come all’inizio sia stato molto difficile, perchè siamo sempre stati abituati a un confronto politico “vis a vis” e adattarci a questa nuova e necessaria modalità è stato spiazzante. In particolar modo perchè abbiamo dovuto utilizzare la strumentazione, non sufficientemente adeguata, che avevamo, confidando molto anche sulle capacità informatiche e sulle dotazioni tecnologiche dei singoli consiglieri che, per fortuna, si sono rivelate assolutamente all’altezza”. 
Tutto ciò vi ha allora suggerito qualcosa di concreto?
“Per tale ragione, abbiamo deciso di investire in termini di implementazione tecnologica dell’aula consiliare per rendere più agevole, anche per i cittadini che seguono i lavori del consiglio comunale da casa, la gestione delle sedute in questa modalità. Nell’ultimo consiglio comunale, abbiamo utilizzato per la prima volta questa nuova strumentazione informatica che riesce a facilitare molto anche le sedute in presenza”.
Il suo è un ruolo di garanzia: ci sono state delle circostanze nelle quali Lei ha dovuto imporre la sua autorità?
“Debbo ammettere come io abbia sempre lavorato in un clima di forte sinergia con entrambi i capigruppo, Emanuele Marchetti e Lucia Vitali e mi auguro che questo modus operandi, assolutamente collaborativo e altamente proficuo, possa caratterizzare anche gli ultimi anni del mio mandato. Per quanto riguarda invece le sedute consiliari, sono capitate delle volte in cui abbia dovuto con maggior veemenza non tanto imporre la mia autorità, quanto piuttosto far valere il rispetto delle regole del consiglio comunale. Quest’ultimo è una sede istituzionale di confronto politico, il quale deve avvenire sempre nel rispetto sia delle norme che lo presiedono sia degli avversari politici, con l’utilizzo di toni ed atteggiamenti consoni alla situazione. Su questo frangente, sono sempre stata assolutamente rigida ed intransigente”.
A metà mandato, magari perchè convinta da questa esperienza, sta già pensando di dare seguito alla Sua attività in ambito politico-amministrativo?
“Al momento, sono molto concentrata sul presente per cercare di espletare al meglio il mio ruolo. Con sincerità, devo anche ammettere che, rispetto all’inizio del mio mandato, sono sopraggiunti anche nuovi impegni lavorativi-professionali che mi occupano molto. Pur tuttavia, essendo sempre riuscita a svolgere il mio incarico nonostante gli studi universitari, se sarà necessario potrò farlo anche in futuro. Quindi, mi metterò a disposizione e, se dovesse esservi l’opportunità, darò il mio contributo facendo la mia parte”.
Qual è la dote principale del Sindaco Paolo Fratini?
“Credo che la parola che meglio possa rappresentare Paolo Fratini sia “pragmaticità” o anche “pragmatismo”, ovverosia uno spiccato senso pratico indispensabile per trovare non solo le soluzioni ai problemi, ma anche per saper in modo esemplare intercettare fondi per realizzare delle opere che, come è sotto gli occhi di tutti i cittadini, stanno contribuendo a dare un nuovo volto al nostro Comune. Inoltre, invidiabile è il suo senso di abnegazione e la capacità di fare squadra, sapendo coinvolgere tutti i consiglieri nelle scelte amministrative”.
 

Redazione
© Riproduzione riservata
21/12/2021 09:02:42


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