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Mondo Politica: intervista a Laura Taddei consigliere comunale ad Anghiari

“L’edilizia popolare è oggetto di particolare attenzione"

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Da un anno è in pensione e gestisce assieme al marito una piccola azienda agrituristica nella collina di Tavernelle ad Anghiari. Dopo un percorso professionale alla Usl Valtiberina come fisioterapista, Laura Taddei è da ottobre consigliere delegato a politiche sociali e abitative, rapporti con il volontariato, politiche di genere, inclusione sociale e cultura della pace.

Consigliere Taddei, cominciamo dalla fresca attualità: il corso di lingua italiana per cittadini ucraini. È un ulteriore segnale di integrazione verso una comunità comunque rappresentata?

“La proposta del corso di italiano per i cittadini ucraini è nata dalla richiesta di alcuni di loro, oltre che per un bisogno di integrazione; alcune donne già sono inserite in contesti lavorativi nel nostro territorio, anche per una esigenza di socializzazione. L’amministrazione comunale, oltre agli aiuti in zona di guerra, offre supporto alle famiglie residenti ad Anghiari attraverso la Caritas locale e la Misericordia. Grazie a quest’ultima, che ha messo a disposizione la bella sala delle riunioni, la cittadinanza anghiarese vuole dare un segno di ulteriore vicinanza e solidarietà a queste famiglie così provate, con la possibilità di un momento culturale e di svago”.

Politiche sociali: avete attivato il servizio di bus navetta dalle frazioni al capoluogo nella giornata del mercoledì. È un servizio che funziona e cos’altro avete in programma di fare?

“Il servizio bus navetta è in pieno svolgimento e ha un buon successo. Diverse persone, soprattutto donne, prive di patente ne usufruiscono e si percepisce la soddisfazione di poter provvedere in autonomia alla spesa e ad altre esigenze. Il servizio, ancora in fase sperimentale e di monitoraggio, permette anche agli anziani - sebbene alcuni automuniti - di limitare i rischi della guida e i disagi del parcheggio. Da operatrice della riabilitazione sono più che mai consapevole delle difficoltà che ha l’anziano nel districarsi nel traffico, per le diminuite capacità motorie e di riflessi. La nostra è anche una proposta educativa per le famiglie interessate tesa a ridurre i rischi di incidenti”.

Vi è spirito di collaborazione e condivisione con la minoranza quando si tratta di politiche sociali?

“Sono pienamente a disposizione per chiunque voglia collaborare con le iniziative di politiche sociali. In questo senso, ho avviato lo sportello di ascolto per ogni cittadino che voglia esprimersi o mettersi a disposizione. Manifestazioni e iniziative congiunte con la minoranza sono state attuate a favore del popolo ucraino: per esempio, la raccolta di generi di prima necessità organizzata autonomamente dalla minoranza, è stata poi portata a termine attraverso la Caritas e il mezzo di trasporto fornito dal Comune”.

Quali sviluppi ha conosciuto la proposta da voi inoltrata di modifica della legge in materia di edilizia popolare, chiedendo la deroga del divieto di vendita di alcuni immobili?

“L’edilizia popolare è oggetto di particolare attenzione. Oltre alla richiesta della possibilità di vendita di alcuni immobili ai proprietari, di cui aspettiamo ancora una risposta dalla Regione, abbiamo approvato con Arezzo Casa, ente che gestisce gli immobili popolari, un progetto di ristrutturazione edilizia di un condominio, usufruendo del Bonus 110 e stanziando 70mila euro nel bilancio comunale per lo scopo”.

Lei ha anche la delega in materia di cultura della pace. Già, cosa si deve fare per radicare questo concetto in un periodo nel quale di pace vi è assoluto bisogno?

“La promozione della cultura della pace è uno degli obbiettivi principali che in futuro si potranno concretizzare anche in iniziative culturali mirate. Il senso civico su questo tema è soprattutto stimolato dalle azioni concrete. Tutti i cittadini hanno partecipato all’aiuto per le popolazioni colpite dalla guerra, alcuni hanno messo a disposizione anche alloggi privati. Personalmente, ho potuto partecipare alla preghiera per la pace svoltasi nella cattedrale di Arezzo, alla presenza di rappresentanti di varie nazionalità e confessioni religiose coinvolte, nonché alla Comunità di Rondine, che è un esempio concreto di tolleranza e inclusione. Anche nel nostro territorio, più che le parole contano i fatti, che tutti noi siamo chiamati a trasmettere alle nuove generazioni. Un esempio è l’ex campo di Renicci: attraverso la divulgazione delle esperienze degli avvenimenti relativi a questo luogo si fa cultura della pace. Vi sono state commemorazioni che hanno visto riuniti i sindaci di tutta la nostra vallata, la visita di alcuni parenti delle vittime provenienti da una cittadina slava e il coinvolgimento degli studenti. Con l’assessorato al turismo continueremo a promuovere progetti di valorizzazione del sito e della sua storia”.

Redazione
© Riproduzione riservata
16/05/2022 10:08:16


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