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Mondo Politica: intervista a Chiara Andreini esponente di spicco del Pd di Sansepolcro

L'amministrazione Innocenti stenta a decollare

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Protagonista da diversi anni della vita politico-amministrativa di Sansepolcro, Chiara Andreini ha ricoperto anche in passato il ruolo di consigliere nella lista Pd-InComune, poi di assessore nella giunta del sindaco Daniela Frullani e attualmente è il capogruppo, sempre di Pd-InComune, a Palazzo delle Laudi. Con lei, esaminiamo questi primi mesi della nuova amministrazione biturgense, spaziando anche su temi di rilevanza nazionale.

Andreini, dopo le critiche che avevate avanzato in relazione al ruolo del presidente del consiglio comunale e al modus operandi, adesso la situazione è migliorata?

“Diciamo che, a seguito delle nostre ripetute sollecitazioni, la conferenza dei capigruppo sta cominciando a lavorare. Se arriviamo alle sedute tutti preparati, è chiaro che anche la qualità del consiglio e del dibattito diventi migliore. Ci piacerebbe magari che le convocazioni fossero più frequenti, perché altrimenti si allunga la lista delle interrogazioni e qualcuna di esse, per gli argomenti che tratta, rischia di perdere di significato. Auspico pertanto una diversa scansione dei consigli”.

È stato di recente approvato all’unanimità un documento sulla situazione sanitaria. È il segnale della forte preoccupazione che esiste e su quali versanti?

“C’è stato intanto un grande lavoro in sede di commissione socio-sanitaria da parte sia dell’assessore Mario Menichella che del nostro consigliere Filippo Polcri per arrivare a un documento condiviso nel quale tracciare l’elenco dei bisogni essenziali per la comunità. Il momento è propizio, perché abbiamo un nuovo direttore del distretto Valtiberina e tante altre figure debbono essere ancora nominate. Occorre investire su una vallata che è quella più anziana in assoluto dal punto di vista dell’età media della sua popolazione e anche per ciò che riguarda il presidio ospedaliero vi è necessità di quella continuità assistenziale che al momento non è garantita per mancanza di medici. È chiaro poi che le carenze dell’ospedale si riversino sull’intero territorio”.

Dopo sei mesi di nuova amministrazione, in che rapporto siete voi dell’opposizione con la maggioranza?

“Usando una metafora calcistica, stiamo giocando tutti la stessa partita, seppure su fronti contrapposti ma con un unico obiettivo per entrambe le parti: il benessere della comunità e la crescita del territorio. Per ciò che riguarda poi il lavoro fin qui portato avanti dagli attuali amministratori, non è stata messa mano alla riorganizzazione del personale e anche alcuni progetti sbandierati, vedi quello relativo alla Fondazione Piero della Francesca, stentano nel decollare. I primi mesi di una nuova amministrazione sono fondamentali, perché servono per tracciare una strada che ancora non è chiara, pertanto il nostro giudizio è estremamente negativo, alla luce anche dei tanti finanziamenti governativi che stanno arrivando e che bisogna essere in grado di gestire”.

Fra meno di un anno, si tornerà a votare per le politiche. Condivide la linea tracciata dal segretario nazionale del Pd, Enrico Letta?

“Credo che Letta, con grande generosità, abbia preso in mano il partito in un momento difficile, dopo il buon lavoro di Nicola Zingaretti e abbia restituito ad esso un ruolo da protagonista in una situazione complessa, che ancora non ci ha visti uscire fuori dalla pandemia e che in contemporanea ci ha portati dentro una guerra senza precedenti per l’Europa. Il suo atteggiamento è di grande responsabilità verso il Paese: ora dobbiamo stringere sulle alleanze e fare in modo che il centrosinistra si presenti unito per contrastare l’avanzata della destra e del populismo”.

Come giudica il comportamento dell’Italia in questi due mesi e passa di guerra in Ucraina?

“E’ sotto gli occhi di tutti che l’Ucraina sia uno Stato militarmente aggredito: abbiamo rivisto i carri armati di un Paese dentro i confini di un altro. Lo sforzo di appoggio dell’Italia all’Ucraina è pertanto legittimo, perché difende uno Stato aggredito, però bisogna tornare a dialogare attraverso i canali diplomatici, in quanto occorre quanto prima arrivare a un accordo. Se sarà l’Europa a fungere da mediatore, andremo verso i principi di democrazia e libertà; se invece dovessero intervenire altri Paesi come la Cina, lo scenario cambierebbe. Ci sono tanti risvolti importanti, non soltanto quelli energetici, perché comunque è una guerra che si svolge dentro l’Europa”.

Redazione
© Riproduzione riservata
23/05/2022 17:07:57


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