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Mondo Politica: intervista a Luigi Gennari consigliere comunale a Città di Castello

“Sviluppo economico, occupazionale e produttivo sono le priorità del momento"

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Consigliere comunale a Città di Castello per la terza legislatura e sempre in quota Psi, con sindaci Adolfo Orsini, Luciano Bacchetta e ora Luca Secondi. Assessore a suo tempo nella giunta della Comunità Montana Altotevere Umbro (nonchè presidente di commissioni) sotto la presidenza di Vincenzo Bucci, Luigi Gennari è uno dei veterani della politica tifernate, che ha vissuto attivamente anche la precedente generazione e che ora è uno fra i membri più esperti dell’assise tifernate, sempre sugli scranni della maggioranza.

Gennari, da esperto della politica tifernate, come mai questa città si presenta sempre alle elezioni con due centrosinistra?

“E’ la storia che fa il suo corso, poi sono i cittadini che con il loro voto stabiliscono chi deve governare. Dalla fine degli anni ‘80 ad oggi - è vero - è sempre stato così per il centrosinistra, ma in parte ed in alcune consultazioni elettorali anche per il centrodestra. È la vivacità della politica che, a livello locale, con gli anni ha diversificato le posizioni nell’ambito del centrosinistra, ma poi alla fine ha sempre prevalso il bene della comunità locale e dei cittadini di questa meravigliosa città che siamo sempre stati chiamati ad amministrare. In questo, come in altri settori della vita, Città di Castello ha precorso i tempi e talvolta guidato i cambiamenti nazionali, assumendo anche le caratteristiche di laboratorio politico-istituzionale. Per quanto mi riguarda e per il mio partito, il Psi, noi siamo stati sempre con coerenza e lealtà dalla stessa parte, la parte che la storia ci ha consegnato”.

Lei è appunto consigliere in quota Psi, partito che a Città di Castello ha sempre ricevuto consensi anche se in ottobre ha fatto registrare un calo. Quanto ha pesato il fatto che Luciano Bacchetta non fosse più candidato sindaco?

“E’ vero: la storia del Psi a Città di Castello parla con i fatti, i progetti, il buongoverno e anche ovviamente con le percentuali elettorali che hanno sempre consentito al centrosinistra di vincere le elezioni dal dopoguerra ad oggi ed in due casi recenti - con Luciano Bacchetta candidato sindaco - di farlo al primo turno con risultati straordinari che non sono passati inosservati anche a esperti e politologi a livello nazionale. A ottobre, tutti hanno registrato cali di consensi rispetto alle tornate elettorali nell’ambito del centrosinistra, che al ballottaggio si è confrontato con un'altra parte di questa area politica, riuscendo a prevalere con il candidato sindaco Luca Secondi, giovane amministratore con capacità ed esperienza significativa alle spalle. Luciano Bacchetta, come sempre ha fatto tanto - animato da spirito di servizio, di amore per la città e passione politica dopo anni di responsabilità di “governo” alla guida del Comune e della Provincia di Perugia - si è messo di nuovo a disposizione del partito e della coalizione con lo stesso spirito di servizio e amore per la città che ci ha consentito, pur regredendo nelle percentuali elettorali rispetto alle doppie cifre del passato, di contribuire al successo di Luca Secondi e della coalizione, con una presenza autorevole e numericamente importante in giunta e in consiglio comunale”.

Lei è membro della commissione deputata alla programmazione economica: quali sono le priorità del periodo?

“Sviluppo economico, occupazionale e produttivo sono le priorità del momento che - ora più che mai - sono inserite in un contesto nazionale e internazionale a dir poco difficile: il governo non c’è più, la guerra è alle porte di casa, la crisi energetica e le congiunture sfavorevoli a livello mondiale premono. Nel nostro ambito, però, di “front office” dei cittadini come giunta e consiglio con le relative commissioni possiamo e dobbiamo dare il nostro contributo, pur nelle diversità di vedute, a far sì che questo territorio straordinario torni a essere come era giustamente definito la “locomotiva” dell’Umbria, non solo come Pil e fatturati ma anche come idee, progetti, innovazione, eccellenze. Nel programma di mandato del sindaco e della giunta e nell’agenda istituzionale i temi economici dello sviluppo sociale e produttivo sono in cima alla lista.

E per ciò che riguarda l’assetto del territorio?

“L’assetto del territorio e il volto della città del terzo millennio sono senza dubbio un tema preminente del programma di mandato. Città di Castello, la città della Fiera delle Utopie Concrete, della salvaguardia dell’ambiente, delle proposte “green” di sviluppo territoriale e produttivo, non può che guardare al futuro con fiducia e proposte concrete, contando con orgoglio su una macchina comunale di dirigenti, tecnici ed esperti di grande professionalità che affiancano ogni giorno il lavoro del sindaco, della giunta e dei consiglieri. Da questo capitale “umano”, valore aggiunto bisogna ripartire per raggiungere obiettivi di sviluppo sostenibile ad ogni livello”.

Lei è uno dei pochi veterani nel contesto di un consiglio comunale che presenta molti volti nuovi. A Città di Castello sta crescendo una nuova generazione politica?

“Nonostante a livello nazionale ormai assistiamo alla crisi della politica, alla disaffezione in particolare dei giovani verso l’impegno e la presenza nei partiti e movimenti, al calo di elettori ad ogni consultazione elettorale (e quanto avvenuto pochi giorni fa non giova assolutamente al riavvicinamento), a Città di Castello - che ovviamente non si sottrae a queste dinamiche generali - i giovani e comunque coloro che si affacciano per la prima volta all’attività politica ci sono e rappresentano la speranza per il futuro. Noi “veterani” - come giustamente dice Lei - abbiamo il compito e il dovere di guidare i processi di ricambio senza interferire sulle legittime aspirazioni di ognuno e sul modo da fare politica mettendo a disposizione la nostra esperienza e il nostro passato, se può servire”.

Redazione
© Riproduzione riservata
25/07/2022 09:08:20


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