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Mondo politica: intervista con Tonino Giunti, consigliere comunale di Sansepolcro

"La città necessita di un arredo urbano, per troppo tempo é stata lasciata in balia di se stessa"

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Da candidato sindaco nel 2016, poi consigliere comunale di minoranza, a esponente della maggioranza a Palazzo delle Laudi, eletto nella lista di Borgo al Centro, il movimento che a Sansepolcro ha sostenuto la candidatura a sindaco di Fabrizio Innocenti. Tonino Giunti, il cui amore per la sua città è stato la molla che lo ha spinto a impegnarsi in politica, è anche titolare della delega all’arredo urbano, versante sul quale sta lavorando.

Giunti, cominciamo con Ente Acque Umbre Toscane: la Valtiberina Toscana ha perso un altro treno utile. Cosa deve fare ora per imporre le proprie ragioni?

“Arrivati a questo punto, penso che la miglior cosa sia che i Comuni della Valtiberina chiedano un incontro col nuovo presidente per sapere quelli che sono i programmi futuri di Eaut e quello che verrà riservato appunto alla Valtiberina. E da qui, partire con una proficua collaborazione. D'altronde, la diga è in Valtiberina”.

Sul tema dell’arredo urbano a Sansepolcro (e non è una questione solo di… dodecaedro), avete individuato una sorta di filo conduttore da seguire?

“Quando si parla di arredo urbano, la materia è un po' complessa e non si parla solo di fioriere, ma di attrezzare gli spazi pubblici urbani, con elementi fissi e mobili per formare una immagine coordinata della città. Sansepolcro, da questo punto di vista, è stata lasciata da troppo tempo in balia di sé stessa. Occorre procedere in modo puntuale e agire sui vari ambiti che risultano più trascurati e mancanti appunto di quegli elementi che possono contribuire "a far la differenza". Il nostro primo anno è servito per capire Sansepolcro e per iniziare a porre in essere i primi interventi minimali, che poi via via cresceranno di importanza per andare a sistemare quelle situazioni che, appunto, stonano nella città”.

Caro bollette e caro energia più in generale: è preoccupato per quanto si dice a proposito di un autunno sempre più imminente?

“Sono molto preoccupato: vi sono due aspetti da prendere in considerazione: la situazione che si verrà a definire per tutte le attività economiche, già sfinite dai lockdown, con tutte le problematiche che si possono immaginare, fino ad arrivare alla perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro. La situazione per le persone meno abbienti che non avranno soldi a sufficienza per riscaldarsi il minimo che basta: mi viene in mente la fiaba della piccola fiammiferaia. Le istituzioni dovranno intervenire soprattutto a livello governativo per proteggere questa parte di popolazione più debole e le aziende, salvaguardando così posti di lavoro”.

Domenica prossima si vota: gli italiani volteranno le spalle alle urne, presi come sono da altri problemi e anche dal malcontento verso la politica?

“La popolazione italiana, in generale, è delusa dai partiti e spesso da quello a cui hanno dato il voto nell'ultima tornata delle politiche. Il guaio grosso è che in Italia manca la possibilità, grazie anche alla peggior legge elettorale che sia mai stata pensata e fatta, di scegliere i candidati, vedasi uninominale. Inoltre, manca la politica a governare. Dal 2011 ad oggi, si assiste a formazioni di maggioranze ibride che governano l'Italia, che non rispettano nettamente parti politiche, ma che formano delle melasse politiche. Il trasformismo di taluni esponenti politici che vanno per maggiore poi è da film comico. Poi tanta gente è delusa dall'Europa, dalle armi date all'Ucraina, dalle sanzioni imposte. Insomma c’è di tutto e di più”.

Al di là di chi vincerà, quale auspicio formula per il dopo 25 settembre sul conto di un Paese che rischia di veder morire tante aziende e quindi tanti posti di lavoro?

“Dopo il 1989, la caduta del muro di Berlino (rammento che eravamo la quarta potenza economica al mondo) per l'Italia è iniziata una debacle. Oggi abbiamo dei parametri economici negativi: le grandi imprese dello Stato sono state privatizzate e hanno cambiato sede legale in Paesi europei con miglior regime fiscale. Non abbiamo abbastanza fonti energetiche proprie, siamo costretti ad importarle; non abbiamo materie prime importanti. Stiamo subendo perdite economiche rilevanti per l'aumento dei prezzi, sia delle materie prime che delle fonti di energia. L'euro ha perso tanto il 60% dal 2008 nei confronti del dollaro. L'inflazione, nonostante i due lockdown, viaggia intorno all'8%, il debito pubblico è sopra i 2700 miliardi. Abbiamo messo le sanzioni che sono state una mazzata senza precedenti per tante nostre imprese. Quale auspicio formulo? Mi sembra di vedere un popolo sottomesso che non sa più cosa lo può attendere. Per quanto ancora sarà così? A scuola, durante i lockdown, incoraggiavo i ragazzi dicendo che c'erano i giovani nati ai primi del Novecento che stavano molto peggio, perchè avevano visto o fatto due guerre. E ora la guerra l'abbiamo dietro l'angolo: basta un niente per infilarcisi. Poveri noi!”.

 

Redazione
© Riproduzione riservata
23/09/2022 10:34:29


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